Castellammare di Stabia sembra muoversi tra cantieri sospesi e fondi da non perdere, con il Comune costretto a mettere mano al portafoglio e a cambiare strategie per provare a non vanificare progetti cruciali. Nel quartiere Savorito, la rigenerazione urbana ha subito una battuta d’arresto: i fondi del Pnrr persi hanno spinto Palazzo Farnese a stanziare risorse proprie, mentre di recente è cambiata la ditta appaltatrice: è subentrata la seconda in graduatoria dopo l’esclusione della prima a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato.
La situazione dello stadio Menti non è meno complessa: i 5 milioni attesi restano bloccati per questioni burocratiche legate alla destinazione dei fondi. Intanto il Comune deve accelerare gli interventi sul manto erboso per consentire l’omologazione della struttura in vista della prossima stagione della Juve Stabia.
Resta incerta la sorte delle Terme, con 12 milioni del Pnrr ancora non messi a frutto: non è chiaro se saranno investiti, né esiste un progetto concreto o un’idea chiara di destinazione. Situazione analoga per il porto: dopo il preliminare del piano strategico, non ci sono state ulteriori discussioni o confronti per definire margini di valorizzazione di un’area strategica per la città.
L’area nord resta ferma, così come il rischio idrogeologico: la messa in sicurezza della montagna non registra sprint, complicata - secondo alcune indiscrezioni - anche dalle indagini post crollo della funivia e dai materiali ancora da rimuovere e analizzare. Dal 2014, con diverse amministrazioni, i passi avanti sono stati pochi, alimentando frustrazione tra cittadini. Castellammare oggi appare in bilico tra la necessità di reagire e la difficoltà di trasformare risorse e progetti in risultati concreti.
Dopo il ko di Mantova le Vespe cercano il riscatto contro la Carrarese. Il tecnico: «La sconfitta è stata mentale, non fisica. Per la salvezza servono ancora sei punti».