Viaggio in Friuli per il Napoli, che vuole confermarsi in vetta alla classifica e dare continuità ad un rendimento esterno da urlo con la squadra guidata da Maurizio Sarri a vantare una serie positiva aperta di ben 20 risultati. Alla Dacia Arena sarà una sfida durissima al cospetto di un’Udinese tignosa e reduce dal cambio tecnico che ha visto in settimana l’ex azzurro Massimo Oddo avvicendare in panchina Luigi Del Neri. Per conoscere i segreti della squadra friulana è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Stefano Pontoni, direttore della testata www.tuttoudinese.it
Un avvio in sordina per l’Udinese con 12 punti in 12 gare, 3° peggior difesa e soli 3 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Il ko interno contro il Cagliari ha messo fine ad una striscia di 2 vittorie di fila e segnato l’esonero di Del Neri. Quali sono a tuo parere i motivi che hanno portato ad un cambio così drastico in un momento in cui i risultati iniziavano ad arrivare?
“Il quadro complessivo dei primi mesi della stagione attuale è purtroppo insufficiente, rispetto alle aspettative rivolte verso la squadra. Il rapporto tra la proprietà ed il mister Del Neri si era già incrinato da circa un mese e mezzo, per cui già prima dei successi contro Sassuolo e Atalanta si vociferava di un possibile avvicendamento alla guida tecnica. Si è trattato perciò di una fiducia a breve termine, ritirata nel momento in cui è mancata la prestazione soprattutto sotto il profilo caratteriale contro il Cagliari. Credo che questa mossa sia stata dettata dalla voglia di dare una scossa a una squadra che troppe volte è scesa in campo senza il piglio giusto. Si potrebbe poi fare un discorso ancora un po’ più ampio che rimanda alla scorsa estate quando il rinnovo del tecnico è stato fin troppo tardivo dal momento che la società aveva già fatto altre valutazioni, salvo poi decidere in extremis di continuare con il tecnico friulano per un’altra stagione”.
Da Del Neri o Oddo: allenatore giovane che propone un calcio propositivo, con tanta voglia di riscatto dopo un esordio complicatissimo a Pescara in massima serie. Quali calciatori ritieni possano essere centrali nel progetto tattico del tecnico?
“In primo luogo è in arrivo un cambio drastico per quanto riguarda la linea difensiva: non ci sarà più la linea difensiva a 4 marchio di fabbrica di Iachini prima e Del Neri poi, ma si virerà verso quel 3-5-2 che rimanda un po’ ai tempi di Guidolin. Massimo Oddo è un allenatore a cui piace giocare il pallone, per cui mi aspetto un calcio più offensivo rispetto a quanto visto nei primi mesi di questo campionato, e soprattutto un apporto più significativo da parte degli attaccanti. L’ex Pescara è al lavoro soltanto da 4 giorni per cui è difficile stabilire quali siano i suoi pretoriani, ma di certo potranno essere rivalutati calciatori che finora hanno trovato poco spazio come ad esempio l’attaccante bosniaco Riad Bajic. Giunto in Friuli come colpo di mercato estivo, è stato utilizzato con il contagocce e credo sia tra gli elementi da tenere particolarmente d’occhio anche perché, rispetto a Maxi Lopez, possiede caratteristiche che si adattano maggiormente allo schema di gioco che potrebbe utilizzare Oddo. Tuttavia gli allenamenti a porte chiuse non hanno facilitato le nostre indagini, per cui si resta nel campo delle ipotesi. Domani contro il Napoli sarà soprattutto un test per preparare le gare successive contro Crotone e Benevento, sulla carta molto più abbordabili”.
La filosofia del patron Pozzo incentrata sulla valorizzazione dei giovani continua, seppur con valori assoluti diversi rispetto a quanto raccolto nelle stagioni precedenti. Quali sono a tuo parere i “nuovi” che si sono espressi con maggiore continuità e quali invece sembrano vicini alla definitiva consacrazione?
“Se mi avessi fatto questa domanda soltanto un paio di mesi fa, avrei fatto i nomi di Samir, Fofana, Jankto e De Paul. Purtroppo, per motivi diversi, tutti questi calciatori si sono involuti rispetto alla scorsa stagione. Stesso discorso per Widmer, a lungo in orbita Napoli prima che il club partenopeo virasse verso altri obiettivi. Gli uomini che sono invece cresciuti maggiormente sono Ali Adnan (ai margini a inizio campionato), ed il ceko Barak giunto la scorsa estate e rivelatosi l’acquisto più azzeccato”.
Un attacco che fatica a decollare, con De Paul top-scorer a quota 3 reti e gli altri attaccanti Lasagna e Maxi Lopez fermi a quota 2. L’addio di Zapata per fine prestito e la cessione di Thereau a fine mercato non è stata forse troppo traumatica?
“In realtà credo che l’Udinese stia ancora pagando l’addio di Totò Di Natale, poiché dal ritiro dell’attaccante napoletano si è fatta sempre tanta fatica a far gol. La coppia Thereau-Zapata è stata una garanzia di reti, pur non avendo visto in Friuli lo stesso attaccante che quest’anno sta facendo sfracelli con la maglia della Sampdoria. Si trattava però di una coppia dal valore assoluto importante rispetto a quelle presenti attualmente in organico. Probabilmente in estate la società ha azzardato fin troppo puntando praticamente su un debuttante in Serie A come Lasagna, che ci mette tantissimo dal punto di vista dell’abnegazione senza però riuscire a trovare la via del gol. Stesso discorso per Maxi Lopez, calciatore ormai fuori dal progetto tecnico del Torino che il club sta cercando di rivalutare con le problematiche che tutto ciò comporta. Inutile nascondere che la tifoseria si aspettava un colpo importante, man mano prendevano quota i nomi di Pavoletti o Falcinelli, mentre alla fine son giunti soltanto attaccanti low-coast. Lo stesso Bajic, costato 4,5 milioni, è ben lontano dagli standard sui quali viaggiano calciatori di alto livello sia in ambito nazionale che internazionale. Per fortuna tante reti sono giunte dalla zona nevralgica del campo, ed aver mandato in gol complessivamente tanti calciatori diversi può essere letto come un segnale positivo, pur non riuscendo onestamente a vedere al momento un attaccante che possa raggiungere la doppia cifra. Voglio aggiungere che noi addetti ai lavori ci siamo sempre aspettati molto di più da parte di De Paul: il ruolo cucitogli addosso da Del Neri come esterno destro non lo valorizzava a dovere, ma credo che schierato in mezzo al campo possa toccare tanti palloni ed essere molto più incisivo e determinante”.
Per Oddo esordio durissimo contro la capolista Napoli, che finora in campionato ha perso colpi soltanto in 2 occasioni su 13. Che partita ti aspetti?
“Mi aspetto un match nel quale l’Udine dovrà testare tante situazioni, dal nuovo assetto fino all’atteggiamento di tanti calciatori. Credo che domani si dovrà guardare la prestazione piuttosto che il risultato, analizzare la reazione al cambio tecnico, perché in questo momento il Napoli è una squadra quasi impossibile da battere. La squadra di Maurizio Sarri sta dimostrando di essere la più rodata: si muove con meccanismi perfetti potendo vantare il miglior gioco in tutta la Serie A. Impensierire il Napoli è impresa difficilissima per questa Udinese, poi è chiaro che tutto può succedere. Ad esempio la forte pioggia prevista in queste ore in Friuli renderà il campo pesante, e potrebbe venir fuori una gara di grinta e lotta dove l’Udinese potrebbe riuscire a strappare un punto. Insigne è senz’altro un calciatore straordinario così come tanti altri che rendono la linea offensiva partenopea un’arma letale. Ottima anche la zona nevralgica del campo, dove ancora stiamo a rimpiangere i grandi ex Zielinski e soprattutto Allan. Il polacco è un talento assoluto che purtroppo ci siamo goduti per troppo poco tempo in Friuli, mentre il brasiliano è stato un autentico valore aggiunto che ha trascinato l’Udinese a due salvezze senza troppi patemi”.
Behrami grande ex, 2 stagioni a Napoli vincendo la Coppa Italia con Benitez. Quale contributo può fornire in termini di esperienza e personalità?
"Credo che il nazionale svizzero sia un calciatore di assoluto livello, pur essendo arrivato qui a Udine in condizioni fisiche non ottimali, anche in relazione ad un età che per Behrami si è fatta importante. Per ovvie ragioni non può apportare la stessa brillantezza e fisicità di qualche anno fa all’ombra del Vesuvio. Resta però un giocatore di grande esperienza, e non è un caso se l’Udinese ha iniziato a far punti da quando Behrami ha iniziato a far parte della squadra in pianta stabile. Parliamo di un calciatore con caratteristiche uniche, essenziale nel ruolo di mediano davanti alla difesa grazie alla straordinaria capacità di unire costruzione e interdizione con ottimi risultati. Sintesi perfetta di ciò che l’Udinese cercava, è stato bloccato da qualche infortunio di troppo, per cui mi auguro che possa ritrovare al più presto la forza migliore per dare continuità alle sue prestazioni. La squadra ha davvero tanto bisogno, per caratteristiche tecniche e caratteriali, di un calciatore come Behrami".