Seconda vittoria consecutiva al Maradona per il “nuovo” Napoli di Antonio Conte, che supera in extremis il Parma, e segna una piccola svolta all’interno della sua gestione. Bisogna infatti risalire addirittura a maggio 2022 per assaporare una gioia simile, e già in quell’occasione Lukaku ed il Napoli incrociavano le proprie strade. Alla 36° giornata delle stagione 2022/23, il Napoli già Scudettato di Spalletti supera per 3-1 l’Inter: il tanque belga rispondeva al vantaggio iniziale degli azzurri firmato Anguissa, poi nel finale Di Lorenzo e Gaetano ristabiliscono i rapporti di forza e chiudono la pratica. Quindi all’ultima giornata, la torcida azzurra festeggia nuovamente con il più classico dei risultati all’inglese sulla Sampdoria: 2-0 con reti di “core ngrato” Osimhen dagli 11 metri e Simeone.
3 punti di platino per il Napoli. Cuore e carattere, oltre al furore di Lukaku (subito in gol alla prima in maglia azzurra) e David Neres, (2 assist in 2 partite) in una gara per nulla scontata contro un rivale che farà parlare di sé nel corso della stagione. Il Parma dell’ex Pecchia conferma le buone impressioni lasciate nelle prime due giornate, e mette più di una volta in seria apprensione la retroguardia partenopea. La manovra dei ducali è fluida, le transizioni sono fulminee, e le eccessive distanze tra i reparti in maglia azzurra permettono alla squadra emiliana di sfiorare a più riprese il vantaggio. Prima Kowalski tutto solo sul secondo palo e poi Bonny centrano in pieno il legno, quindi un contatto tra lo stesso attaccante francese e Meret spinge il direttore di gara a decretare la massima punizione. Dagli 11 metri si presenta lo stesso Bonny, che con freddezza glaciale porta i suoi in vantaggio. Il Napoli soffre ma non si disunisce, e nell’intervallo cambia la musica. Antonio Conte dà una bella strigliata ai suoi che ripartono con piglio giusto, e van vicinissimo al pari due volte con Kvaratskhelia, poi con Simeone e Buongiorno. Il bunker degli ospiti va via sgretolandosi ma non crolla, fino all’episodio chiave che cambia completamente l’inerzia del match. Follia del portiere ducale Suzuki che, già ammonito per reiterate perdite di tempo, entra in maniera scomposta su David Neres lanciato a rete. Poco pallone e molto del numero 7 azzurro che viene letteralmente travolto. Intervento incomprensibile, visto che l’attaccante brasiliano andava defilandosi sulla destra, con Circati in recupero per difendere la porta sguarnita. Inevitabile il secondo cartellino giallo che manda Suzuki anzitempo sotto la doccia. All’ingenuità del portiere gialloblù si unisce la superficialità di mister Pecchia, costretto a spedire Delprato tra i pali per aver già terminato le 5 sostituzioni con tanti minuti ancora da disputare. Antonio Conte ci crede, e trasferisce la sua voglia di vincere alla squadra che si riversa in attacco per riprendere le redini del match e mettersi alle spalle paure e incertezze. L’affinità tra il mister azzurro e Lukaku è totale, e Big Rom pur non avendo più di 20/25 minuti nelle gambe, dà tutto ciò che al momento è nelle proprie possibilità. Primo pallone toccato dopo neanche 60 secondi e quasi gonfia la rete, ma il gol all’esordio è soltanto rimandato: al 92’ riceve palla all’interno dell’area di rigore e scaglia un siluro sul palo più lontano che piega le mani di Delprato. La rimonta si completa al minuto 97. David Neres, dopo l’espulsione procurata, si trasforma in assist-man e dalla destra pennella un traversone calibratissimo che Anguissa gira di testa in rete per il 2-1.
Esulta il Maradona gremito in ogni ordine di posto. Esulta Lukaku, che in trance agonistica “travolge” Neres in un petto contro petto che il più esile brasiliano non può reggere. Esulta Meret, che si prende una rivincita su tanti (troppi?) detrattori salvando il risultato su Almqvist a tempo scaduto con un intervento monumentale. Il portierone azzurro dimostra ancora una volta di essere da grande squadra, risultando decisivo quando sale l’asticella delle difficoltà. Una vittoria fortemente voluta con grinta e cattiveria agonistica. Al cardiopalma. Un trionfo che può rappresentare la sliding door della stagione, allontanando definitivamente ogni paura del passato, e guardando al futuro con fiducia in vista di una stagione che deve segnare la svolta. Il modo migliore per arrivare alla sosta per le Nazionali, che permetterà di avere un Lukaku tirato a lucido, con Gilmour e McTominay pronti a dare il proprio contributo alla zona nevralgica del campo.
Infine, un 110 e lode va al presidente Aurelio de Laurentiis. Forte di un bilancio sanissimo negli ultimi anni, può permettersi di andare allo scontro con il capriccioso Osimhen mal consigliato dal procuratore Calenda, spedendolo fuori rosa almeno fino a gennaio 2025. Salvo offerte in extremis dall’Arabia, ma ormai anche l’Al Ahli si è defilato chiudendo per Ivan Toney dal Brentford.
«La Juve Stabia è un orgoglio per Castellammare».