Il palo gli ha negato la gioia del gol ad un battito d’ali dal novantesimo. Subentrato a Berardi durante il secondo tempo del match del Nicola De Simone contro il Siracusa, Giacomo Calò è andato ad un passo dalla rete che avrebbe probabilmente regalato i 3 punti alla Juve Stabia. «Dispiace per il legno colpito ad un passo dalla zona Cesarini – ammette il centrocampista a IlSiracusano –, sbloccare il risultato in quel frangente sarebbe stato decisivo ai fini del risultato. L’aver ottenuto un punto in terra sicula comunque ci soddisfa, non era semplice uscire indenni da un match complesso contro un avversario meritatamente quarto in classifica. Probabilmente si tratta del verdetto più giusto per quanto si è visto in campo su ambo i fronti. Siamo felici di tornare a casa con del fieno in cascina». Anche perché le vespe erano reduci dal derby dai due volti pareggiato contro la Casertana. «Dopo il 2-2 interno contro i falchetti muovere ulteriormente la classifica era fondamentale per il morale, affrontare chi ci precede a viso aperto aumenta la consapevolezza nei propri mezzi. Sono convinto che abbiamo tutte le carte in tavola per lottare per le prime piazze, magari quando la ruota girerà a nostro favore riusciremo anche a vincere partite come quella con il Siracusa». Un discorso a parte merita lo spettacolo offerto dalle due tifoserie unite nel ricordo di Nicola De Simone, calciatore stabiese di nascita e aretuseo di adozione scomparso prematuramente nel 1979 in seguito ad un incidente di gioco. «Non ho mai visto nulla del genere – sottolinea Calò –, è stato altamente suggestivo recarci sotta la curva abbracciati ai nostri avversari al termine dell’incontro per ammirare i tifosi cantare assieme. Il vero calcio è questo, così si possono riportare le famiglie allo stadio». E magari riuscire a gremire il Menti come neanche alla serie B è stato possibile.
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