Nonostante l’avvio della fase “2.1” e il periodo critico dell’emergenza Coronavirus ormai alle spalle, ancora non è stata adottata nessuna decisione ufficiale dalla Figc e dal Governo in merito ad una possibile ripartenza del calcio italiano. Tuttavia, un dato è certo: tutti i club di Serie A e B hanno chiesto all’unanimità di portare a termine la stagione in corso, disputando sul campo le ultime partite di campionato. Una volontà che scaturisce, in particolare, dagli interessi economici sottesi ad una regolare conclusione delle competizioni: diritti Tv e sponsorizzazioni varie in primis. Poi, l’interesse collettivo sarebbe anche quello di pervenire ad una classifica “certa” e incontestabile: con retrocessioni, promozioni e qualificazioni alle Coppe decretate sul campo, allontanando in questo modo l’ombra dei ricorsi e dei classici “tribunali estivi” tipici del calcio nostrano. Se le società calcistiche sono d’accordo sulla ripartenza, non lo sono invece le molteplici tifoserie italiane. Anche la Curva Sud della Juve Stabia, infatti, si è opposta ad un possibile ritorno in campo delle Vespe. "No ai vostri interessi. Rispetto per i decessi!", questo il breve messaggio apparso sulla pagina Facebook degli Ultras gialloblé. Tuttavia, nonostante un clima di estrema incertezza è già al vaglio del Ministro dello Sport Spadafora il piano per la ripresa dei campionati.
La Serie A vedrebbe la sua luce il 13 giugno, per la Serie B la data indicata è quella del 20 giugno. Al vaglio c’è anche una possibile drastica riforma della serie cadetta per la prossima stagione. Una Serie B composta da 40 squadre divise in due gironi da 20, in cui ci sarebbero le attuali compagini della cadetteria (al netto delle promozioni e retrocessioni con la A) più venti provenienti dai 3 gironi dell’attuale serie C. Un’idea avallata anche dal Presidente della Lega B Mauro Balata, che così si è espresso ai microfoni di Adnkronos: “Riforme necessarie che vanno affrontate con grande senso di responsabilità e con interventi mirati e decisi. Un percorso che determini un vero cambiamento nella direzione dell’innovazione e di un futuro del calcio che possa determinare la riaffermazione di quel ruolo di leadership che l’Italia ha sempre occupato nel contesto europeo e mondiale. Sostenibilità, regole di accesso rigide e chiare, trasparenza devono essere linee guida di una riforma complessiva che consenta di definire un sistema credibile e solido. Abbiamo modelli di riferimento a cui ispirarci. In tale senso auspico un'iniziativa forte della Federazione e leggo con piacere che il presidente Sibilia e la Lega Nazionale dilettanti sono determinate ad attivarsi da subito in questa direzione”.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.