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Juve Stabia - Rufini a Passione Gialloblù: «Campionato lungo e difficile. Berardocco? Grande giocatore, l'avrei tenuto»

«Il calcio è cambiato tanto, forse in peggio. Il pari di Campobasso? Dipende dagli obiettivi. Lunedì forse assisterò alla partita contro il Foggia.» le parole dell'ex giocatore delle vespe.

tempo di lettura: 2 min
di Davide Soccavo
27/01/2022 09:35:58
Juve Stabia - Rufini a Passione Gialloblù: «Campionato lungo e difficile. Berardocco? Grande giocatore, l'avrei tenuto»

Dopo la lunga pausa per il fermo del campionato, torna Passione Gialloblù. L'analisi del pareggio della Juve Stabia a Campobasso e il prossimo impegno interno con il Foggia di Zeman. Due giorni fa Danilo Rufini si è nuovamente collegato con noi per commentare il risultato del Nuovo Romagnoli e i recenti acquisti gialloblù dal mercato di riparazione.

«E’ un campionato difficile e lungo. Un punto a Campobasso, in uno stadio ostico come il Nuovo Romagnoli, è un buon risultato. È opportuno chiarire quale sia l’obiettivo: se è fare un campionato con l’obiettivo di evitare i bassi fondi della classifica è un punto guadagnato. Si poteva fare di più , se l’obiettivo è quello di ambire a piazzamenti più alti. La Juve Stabia è una squadra che può fare di più e scalare qualche posizione in classifica. Dato il periodo Covid e il mercato aperto, l’importante ora è fare punti.»

Grande centrocampista e allenatore. La Juve Stabia dovrà fare a meno di un regista: Berardocco, protagonista nella scorsa stagione, ha lasciato la città delle acque per recarsi alla Carrarese. «Ho visto giocare Berardocco e sono rimasto impressionato dalle sue giocate. È sempre in mezzo all’azione e non ha paura di tenere palla al piede. Evidentemente l’intento di Sottili è quello di affidarsi a due centrocampisti arretrati che coprono più punti del campo. È chiaro che la squadra ha difficoltà a difendere se ci sono due esterni e una punta, o due punte, impegnati sugli altri versanti. Ciononostante, bisogna sfruttare quanto meno gli esterni.»

«Il mio soprannome? Era Rufinho, perché facevo spesso tacchi e rovesciate. Da quando ho smesso di giocare il calcio è cambiato tanto, probabilmente in peggio, non in meglio. Ho iniziato nell’89 a Cosenza e ho finito nel 2010. Quindi ho visto tutte le generazioni. Al giorno d’oggi giocatori importanti, come c’erano prima, oggi non ce ne sono più. Al giorno d’oggi giocatori di 35 o addirittura 40 anni continuano a giocare, mentre allora se arrivavi ai 31 non rientravi più nella media. Oggi conta anche l’esperienza in un calcio dove si prediligono gli interessi (minutaggio, soldi ecc.) una volta le scommesse non c’erano. Non mi ci riconosco in questo calcio, ma ci sono comunque dentro.»

Pochissimi giorni al termine di mercato di riparazione. Nel mentre la Juve Stabia ha già centrato sei rinforzi. «Guardando i nomi, l’intento sembrerebbe quello di ringiovanire la rosa. Berardocco e Rizzo erano due giocatori forti. Lunedì forse assisterò alla partita contro il Foggia. Conosco alcuni giocatori che sono arrivati, e non sono male. Quella di Berardocco dev’essere stata una scelta personale, visto che era anche in scadenza di contratto. Il resto è tutto da vedere»

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