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Juve Stabia - Raimondi a Passione Gialloblù. «Corona mi è rimasto nel cuore, il gol contro la Reggina un ricordo indelebile»

«Ho giocato con Marotta, è un calciatore straordinario. Ora gioco e mi dedico alla musica, ho inciso i miei primi 3 brani»

tempo di lettura: 4 min
di Aurora Levati
08/04/2021 00:35:06
Juve Stabia - Raimondi a Passione Gialloblù. «Corona mi è rimasto nel cuore, il gol contro la Reggina un ricordo indelebile»

Nella serata di martedì è stato ospite a "Passione Gialloblù" l'ex attaccante delle vespe Andrea Raimondi. Nelle due stagioni passate a Castellammare di Stabia ha raggiunto con la squadra ottimi risultati: la vittoria della Coppa Italia Lega Pro, la promozione in Serie B e una splendida salvezza tra i cadetti. Con lui abbiamo voluto analizzare lo splendido momento attraversato attualmente dalla compagine stabiese e fare un salto nel passato. 
«Il calcio lo seguo – ha spiegato Raimondi –, ma non come prima. La Juve Stabia con i suoi 52 punti dimostra di aver sin qui fatto un grande campionato. La Ternana ha fatto un torneo a sé. Quanto è importante la figura del bomber? Tanto, tantissimo. Così, come la presenza dell'uomo spogliatoio. Queste due figure sono importanti soprattutto per i giovani che muovono i primi passi tra i professionisti. A me è rimasto nel cuore Corona che è stato un capitano con la c maiuscola. Marotta lo conosco perché, nell'ultimo anno in cui ho giocato tra i professionisti, ho avuto il piacere di averlo come compagno. Lo reputo un grande, anzi, grandissimo giocatore. Più l'età avanza, più i bomber vengono fuori. E lui lo sta dimostrando. I play off? Nonostante avessimo una squadra esperta, furono difficili, anche se chiaramente parliamo di una competizione in cui vi erano solo 4 squadre del medesimo girone. Ti giocavi tutto in 4 partite, oggi chi arriva in fondo partendo dal primo turno si ritrova a disputare un minicampionato. Chi sta meglio fisicamente e mentalmente, ottiene il massimo risultato. Il 3-4-3? Bisogna capire come il tecnico intende interpretare il modulo. C'è chi lo usa più difensivo, come Braglia. E, chi lo usa più offensivo. È un modulo molto antipatico da affrontare. Allo stesso modo, credo sia anche il più completo».
Abbiamo voluto fare un tuffo nel passato, ricordando quella che è stata la sua seconda stagione a Castellammare. «Tra i cadetti abbiamo iniziato non benissimo, causa anche la penalizzazione. La Serie B non era facile, complice anche le tante squadre di prestigio che componevano il campionato.  Quel filotto di 4 vittorie contro Pescara, Reggina, Nocerina e Ascoli ci aveva dato molta fiducia. In generale, ottenere una striscia di risultati utili consecutivi dà morale e fiducia al gruppo, lo spinge a credere nei propri mezzi e capacità. Il gol contro gli amaranto al Granillo? È un grandissimo ricordo, complice anche il peso che ha avuto. Poco prima ci avevo provato con il sinistro dall'altra parte, il portiere aveva parato. In quel momento è nata una mezza sfida (ride, ndr). Mi sono detto: "La prossima palla che tocco ci riprovo tirandola però più forte". E, così ho fatto poi. La festa promozione? Continuavano a dirmi: "Dai Andre, metti un pezzo giusto". E, alla fine, l'ho fatto per tutta la sera (ride, ndr)».
«Se ho rimpianti sulla mia carriera? Sì, ne ho diversi. Infatti, è un tasto un po' dolente. Avevo in mente anch'io di raggiungere altri risultati. Come tutti, volevo arrivare il più in alto possibile. Purtroppo sono entrato in un vortice da cui non ne esci più. A Padova ho fatto bene, ma all'inizio non puntavano su di me. Dopo che hanno esonerato il tecnico che mi stava dando fiducia, sono ritornato in panchina, di fatto mi ha “spezzato” le gambe. Il calcio è anche questo. L'anno successivo avevo tante squadre che mi cercavano. Ne ho scelta una che mi aveva fatto tante promesse, peccato che non siano state mantenute. Oltre a questo, ho avuto anche la sfortuna di aver avuto diversi problemi fisici. Per rimettermi in gioco sono sceso in C con il Venezia. Il progetto era ambizioso, ma il campionato è stato altalenante. Poi, purtroppo, la società è fallita. Molte società, soprattutto di Serie D, mi avevano cercato, dandomi molto meno rispetto a quello che meritavo. Nel momento in cui pensavo di essere ritornato in carreggiata, ossia dopo essere andato via da Cosenza per andare a Benevento, la sfortuna ha colpito nuovamente: ho avuto un brutto infortunio. Dopo questo, non avevo voglia di lottare per una salvezza, ma per qualcosa in più. Ho voluto aspettare che mi cercasse qualche squadra che facesse al caso mio e che mi potesse dare gli stimoli di cui avevo bisogno. Ma, alla fine, ho scelto la comodità, ripartendo da vicino casa sotto la guida di Vincenzo Italiano. Dopo aver fatto questa scelta, è difficile risalire».
Infine, abbiamo parlato del suo presente e della sua nuova avventura nel mondo della musica. «Sto lavorando a un nuovo progetto da qualche settimana. Ho pubblicato diversi brani su varie piattaforme importanti. È musica non cantata e molto strumentale, adatta per le colonne sonore di film per esempio. Ora, che ho iniziato, non mi ferma più nessuno (ride, ndr). Sto lavorando a dei brani con il piano, ma anche con chitarra e orchestra».

Di seguito il link per accedere al suo profilo su Youtube da cui poter sentire i suoi primi brani pubblicati:

https://www.youtube.com/channel/UCFLrzypHEV_ByM7Z2YjUCkw

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