Un autentico regista da centrocampo. Giunto alle Falde del Faito nella stagione 2012/13, William Jidayi ha subito catturato l’interesse dei tifosi. Il classe 1984 faceva spesso coppia con il brasiliano Mezavilla nella mediana, divenendo un punto di riferimento per mister Piero Braglia. William ha dimostrato il suo legame profondo nei confronti della piazza e le sue 60 presenze e 4 reti (più una se consideriamo il gol in Coppa Italia) ne sono una prova. Indimenticabile la sua rete contro la Salernitana messa a segno nei primissimi secondi del match. Il giocatore, attualmente con la maglia del Ravenna, è stato a nostra disposizione per rispondere alle seguenti domande.
1)Più di 60 presenze con la maglia delle Vespe e 4 reti. Il ricordo più bello che hai di Castellammare e della Juve Stabia.
Castellammare è stata per me un’esperienza importantissima, sia dal punto di vista professionistico, che umano. Ho conosciuto tantissimi amici e persone che mi hanno voluto bene. Un segno di affetto che mi hanno dimostrato con il passare degli anni, prova evidente che ho lasciato un segno indelebile in questa piazza. Il ricordo più bello che ho della Juve Stabia è la Curva del Romeo Menti. Ogni volta che si andava a esultare sotto la Curva, i tifosi ci accoglievano a braccia aperte ed era sempre il momento più bello. Si festeggiava o la venuta di un gol, o la goduria di aver raggiunto una vittoria. Di Castellammare, invece, mi manca il calore degli stabiesi, che per strada mi fermavano spesso durante le passeggiate il giorno prima della partita.
2) Dalla Pro Vercelli al Ravenna. Per un anno e mezzo più di 50 presenze con i leoni emiliani. Cosa ti ha spinto a scendere di categoria?
È stata una scelta di vita. Dopo una carriera in giro per l’Italia, finalmente era giunto il momento di tornare a casa. In primis, tornare a giocare per il Ravenna che è la squadra della mia città, la squadra dove sono cresciuto, la squadra dove vorrei concludere la mia carriera. È stato il mio punto di partenza che mi ha permesso di girare l’Italia. Dopodiché all’età di 34 anni arriva il momento giusto per poter rientrare e concludere la propria avventura da giocatore.
3) La situazione Covid-19 ha messo in ginocchio lo sport italiano, ma molti club vogliono ripartire e concludere la stagione. Sei d’accordo?
Io penso che la stagione debba concludersi qui. Tornare a giocare in un clima surreale e inverosimile, in un campionato sospeso così all’improvviso risulterebbe un campionato fallato. Secondo me non è la formula giusta per decretare una stagione sportiva. Capisco che il calcio ruoti attorno a determinati interessi, ma la prima cosa è la salute, che viene prima delle dinamiche finanziarie. Bisognerebbe annullare tutti i campionati, dalla Serie A ai campionati minori. Si parlerebbe, inoltre, di partite a porte chiuse e noi giocatori sappiamo quanto sia importante giocare con una cornice di pubblico. Naturalmente più pubblico c’è e più emozioni il calcio ti riesce a regalare. Vedremo cosa succederà, noi calciatori non possiamo fare altro che attendere, con la speranza che si decida in base al bene delle persone.
4) Le Vespe hanno ripetuto l'impresa l'anno scorso: la compagine di Caserta si è posizionata al primo posto in classifica e ha direttamente strappato il pass per la B. Ti aspettavi un traguardo simile con la firma del mister, un tempo tuo compagno di squadra?
Sono veramente contentissimo che la Juve Stabia , guidata da capitan Caserta, consentitemi di chiamarlo capitano, si sia ripresa dopo un inizio difficile. Ha fatto una ripresa da leader: ha reagito bene e si è tolto da una situazione difficilissima. Sono contentissimo per la Juve Stabia, per Fabio in primis che sta realizzando una sua seconda fase della carriera, importante così come lo è stata la sua carriera da giocatore. Ora sta bruciando le tappe con la carriera da allenatore e continuando così non è escluso che possa togliersi soddisfazioni migliori, giocando in categorie superiori. Il meglio lo auguro anche alla Juve Stabia e a Castellammare, una città dove ho vissuto momenti straordinari.
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