La torcida gialloblù
Un’impresa per riaccendere i cuori gialloblù. Nel periodo più complesso della propria stagione, la Juve Stabia affronterà sabato allo stadio Menti la capolista Catanzaro reduce dal successo per 6-0 contro il Monopoli. Un ostacolo sulla carta invalicabile che gli uomini di Pochesci dovranno affrontare ispirandosi alla Viterbese, unica squadra in grado di battere i giallorossi in questa stagione in quello che, alla vigilia, era il più classico dei confronti testacoda. Se è vero che durante il girone di andata l’undici di Colucci aveva sin qui raccolto un maggior numero di punti, lo è altrettanto che tra la sesta e l’undicesima giornata attraversò un momento buio che, eccezion fatta per il successo ottenuto grazie ad una prodezza difficilmente replicabile di Mignanelli con il Picerno e il punticino raccolto in casa contro il Foggia, raccolse delusioni in serie contro Crotone, Taranto, Catanzaro e Pescara. Ecco, dunque, che nelle prossime due gare bisognerà cercare di riportare fieno in cascina con la consapevolezza che la salvezza andrà blindata nelle ultime 8 giornate, quando il calendario prevedrà sfide contro formazioni maggiormente alla portata. Fondamentali saranno, in tal senso, le sfide in casa con Giugliano, Latina, Avellino, Fidelis Andria e Audace Cerignola, autentici banchi di prova per comprendere se davvero questa squadra dovrà accontentarsi della permanenza nella categoria o potrà regalarsi un giro da mina vagante nella lotteria dei playoff. Obiettivo, quest’ultimo, che alla luce del solo pari con il Taranto ottenuto da Pochesci in 4 partite appare proibitivo al netto di troppe roboanti parole ad effetto e concretezza prossima allo zero. Nell’immediato il tecnico laziale, in bilico al pari di un ds Di Bari che non avrebbe gradito le dichiarazioni del socio Giuseppe Langella sull'extra budget per l'acquisto di una punta a gennaio e sarebbe vicino all'addio in favore di Di Santo, sta lavorando soprattutto sulla testa di una squadra che fatica a trovare i giusti equilibri essendo passata da un assetto a trazione posteriore, con annessi clean sheet in serie, ad uno a trazione anteriore che fatica a raccogliere frutti a causa delle polveri bagnate dell’attacco. Chi di certo non ha problemi in fase realizzativa è proprio quel Catanzaro che sin qui ha realizzato 74 gol in 28 gare per una media di 2,64 a partita, un bottino oltre 3 volte superiore a quello dei gialloblù che di reti ne hanno realizzate appena 23 per una modesta media di 0,60 a match. Peggio hanno fatto solo la Gelbison con 21, il Taranto con 20 e la Fidelis Andria fanalino di coda ferma a 18. Non deve dunque sorprendere l’entusiasmo che circonda le aquile, tant'è che esso ha spinto la società calabrese a chiedere, senza successo, un numero di biglietti per sabato superiore ai 450 messi a disposizione del club. Da par loro le vespe, come già avvenuto nel recente passato, hanno invitato le scuole calcio del territorio per incitare la squadra in un match che riporta alla memoria il successo per 1-0 firmato da Pasquale Ottobre nel precedente del 21 ottobre 2010 coincidente con la sfida in Seconda divisione che valse il sorpasso e, di fatto, la vittoria del campionato da parte degli allora uomini di Massimo Rastelli. A proposito di tifoserie, belle notizie giungono da altre città per quanto concerne la raccolta fondi per la piccola Mariarosaria: a Siracusa, Taranto e Sorrento si è unita la Curva Nord Palermo, a testimonianza di come il calcio non sia solo un gioco. Insieme si può.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.