Si è preso la Juve Stabia con rabbia e determinazione. Autore del gol del vantaggio e artefice dello spunto che ha consentito a Paponi di realizzare il raddoppio dal dischetto contro la Fidelis Andria, Luigi Canotto si sta rivelando sempre più l’arma letale delle vespe. «Sono orgoglioso del mio rendimento – sorride l’ex Trapani –, le mie giocate mirano ai successi di squadra. Contro i pugliesi ho offerto una buona prestazione grazie al supporto dei compagni che hanno pressato i nostri avversari rifornendo me, Lisi e Strefezza di numerosi palloni interessanti. In occasione della rete mi sono fatto trovare pronto, l’opportunità era troppo ghiotta per non esser capitalizzata». Non poche proteste ha suscitato l’episodio del calcio di rigore assegnato ai gialloblù. «Il rigore era netto, se Maurantonio non mi avesse toccato lo avrei dribblato calciando nella porta sguarnita. L’arbitro era ben piazzato e non ha avuto dubbi, non vedo alcun motivo per contestarne l’operato. L’unico neo della gara contro la Fidelis Andria è l’aver abbassato il baricentro dopo 1’1-0 anche se tutto sommato può starci a questi livelli. Ciò che conta è che nel secondo tempo non vi sia stata partita. I tifosi? Onestamente preferisco lo zoccolo duro agli occasionali che vengono allo stadio sporadicamente e ti fischiano al primo passaggio sbagliato. Il nostro è un gruppo giovane che ha bisogno del sostegno della tifoseria, non di critiche gratuite. Miriamo ai play-off e per raggiungerli sarà fondamentale la coesione della piazza. Castellammare è una realtà straordinaria, merita ben altre categorie e tutti insieme dobbiamo inseguirle». Per rivivere i fasti di un tempo.
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