Salim Diakité e Alvin Okoro si sono presentati questa mattina alla piazza, facendo il punto sul momento della Juve Stabia dopo tre gare intense e dai risultati contrastanti. L’analisi parte dal lavoro dei singoli e dal contributo offerto nelle ultime settimane.
Nella vittoria esterna contro l’Empoli, Okoro è entrato nella ripresa garantendo un apporto prezioso nel far salire il baricentro della squadra, giocando spalle alla porta e tenendo costantemente impegnata la retroguardia avversaria. Accanto a lui anche il ritorno in campo di Salim Diakité, arrivato nel mercato di gennaio dal Palermo e subito chiamato a dare il proprio contributo dopo lo stop per un problema fisico.
La conferenza stampa è stata l’occasione per fare il punto sul momento delle Vespe, tra il lavoro del centravanti al servizio della squadra, il reinserimento dei nuovi arrivi e la necessità di ritrovare maggiore incisività nei momenti chiave delle partite.
«La mia prima impressione è stata subito positiva: i ragazzi mi hanno accolto benissimo, così come il mister, il direttore e tutte le persone che lavorano qui. Sono contento di essere arrivato e darò tutto per questa maglia», ha dichiarato Diakité. Sul numero 46: «Mi piace il 23 ma non era disponibile, quindi è andata così». Il difensore ha poi spiegato cosa lo ha convinto ad accettare la proposta: «Ho sentito la fiducia del mister e del direttore. Mi hanno fatto capire che mi volevano davvero. Qui magari non c’è tutto quello che c’è a Palermo, ma c’è una famiglia vera, un gruppo forte. Questo per me conta tantissimo».
In vista del derby con l’Avellino: «Sappiamo quanto è importante per la piazza e quindi lo è anche per noi. Siamo già carichi». Sul pubblico del Menti: «Non ho scoperto domenica il calore di Castellammare: ho giocato qui da avversario e so quanto sia difficile». Dal punto di vista fisico: «Ho fatto pochi allenamenti con la squadra, questa sarà la prima settimana completa, ma se il mister ha bisogno io ci sono».
Si è presentato con entusiasmo anche Alvin Okoro: «Sono molto contento di essere qui. Ho trovato un gruppo unito e giovane, quindi è stato facile inserirmi. Quando ti senti desiderato hai una carica in più». Sulla scelta: «Qui si vive di pane e calcio, la piazza ci tiene tantissimo».
Anche per lui lo sguardo è rivolto al derby: «La carica c’è già, queste partite si devono vincere». Sul suo ruolo: «In questo momento sto lavorando più per la squadra, anche per via delle assenze. Ho la capacità di attaccare lo spazio ma anche di proteggere palla, posso fare entrambi i ruoli». E sulla Serie B: «È un campionato durissimo, di livello alto. Essendo un gruppo giovane troviamo facilmente la connessione anche fuori dal campo e questo poi si vede in partita».
Le ragioni del No nelle interviste alla dott.ssa Criscuolo e al dott. D’Auria, quelle del Sì agli avvocati Migliucci e Balzano.