Mister Ignazio Abate
La Juve Stabia conquista 3 punti dal valore inestimabile in chiave playoff. Le reti di Varnier e Carissoni nella ripresa regalano il successo alle vespe nello scontro diretto del Menti contro il Cesena. Mister Ignazio Abate analizza il match con la consapevolezza di aver compiuto un passo importante verso il nuovo obiettivo. «Abbiamo vinto una partita straimportante – spiega il trainer gialloblù –, non era semplice considerando il grando equilibrio visto in campo. Sono davvero orgoglioso di poter allenare questo gruppo la cui grandezza dall’esterno non si percepisce nella sua totalità. Qui c’è gente che tra mille difficoltà non molla una virgola, basti pensare che Pierobon ha voluto essere a disposizione pur non essendosi mai allenato in settimana. Nell’ultimo periodo in tanti hanno alzato il proprio livello, anche chi sinora ha giocato meno. Ho apprezzato la prestazione di Mannini, mi è dispiaciuto sostituirlo anche se era l’unica opzione possibile dato che non potevamo privarci dei centimetri di Correia a centrocampo. Bellich è uscito per un affaticamento ai flessori anche se probabilmente avrei ugualmente inserito Diakité al suo posto. Chi è subentrato ha offerto una prestazione molto positiva, Torrasi ha garantito qualità e Gabrielloni ha dato carattere alla squadra. In origine avevo pensato di giocare con le due punte, poi l’infortunio di Burnete durante la rifinitura mi ha spinto a puntare su Dos Santos per non rischiare da subito Gabrielloni che a quel punto rappresentava l’unico altro attaccante a disposizione. Avevo già in mente di cambiare assetto in corsa, tant’è che mi auguravo di non subire gol nel primo tempo in cui abbiamo patito i primi caldi e l’assenza iniziale dei nostri tifosi. In queste condizioni ambientali giocare sul sintetico diviene insidioso anche per noi che su questo campo ci alleniamo tutta la settimana. Sono felice di aver avuto l’ennesima risposta positiva in un frangente in cui la rosa è ridotta all’osso, saper di poter contare su tutti è davvero speciale. Tra l’altro siamo partiti con titolari 3 calciatori delle nazionali giovanili, un fattore indicativo in questo frangente storico». In tal senso il rientro di Varnier, autore anche del gol del vantaggio, è stato determinante. «Marco si allenava con regolarità da almeno 3 settimane, meritava di essere schierato dal primo minuto. Ci è mancato tanto in questa stagione, è un difensore che sa leggere i movimenti e dà personalità al reparto. Sicuramente, senza gli infortuni avuti in carriera, a quest’ora avrebbe giocato in squadre di alta classifica in serie B se non anche in A. Nelle prossime settimane cercheremo di recuperare altri elementi anche se non sarà semplice considerando che il tempo per organizzare partitelle è poco e con il caldo bisogna impostare il lavoro tenendo conto di una moltitudine di fattori. Abbiamo portato in panchina Maistro e Zeroli che devono ritrovare la condizione dopo 2 mesi di stop, lo stesso Pierobon ha sopperito con il carattere agli allenamenti saltati in settimana. Perdere Leone ha rappresentato una batosta, è il vero play della nostra squadra. Vedremo quando rientrerà. Candellone, nella migliore delle ipotesi, potrebbe recuperare per la penultima partita con il Frosinone. Dovremo valutare i singoli casi e le caratteristiche fisiche, ogni ragazzo ha esigenze particolari». Suggestivo è stato alla fine della partita il cerchio organizzato con la squadra a centrocampo. «Dobbiamo alzare la testa per guardare in alto – evidenzia Abate –, è il momento di sognare. Al termine del match ho ribadito alla squadra che i grandi gruppi raggiungono gli obiettivi, non le squadre forti. Ora bisognerà ancora di più concentrarci sul nostro lavoro 24 ore al giorno, fattori come alimentazione e riposo faranno la differenza al pari degli allenamenti. La squadra in queste settimane sta crescendo sotto tutti i punti di vista, si difende con ordine e voglia dietro la linea della palla, fattore determinante dato che è impensabile mordere l’avversario per 90 minuti soprattutto ora che potremo incontrare avversari più in forma e più forti di noi. Ora mi aspetto un trasporto diverso dall’ambiente, abbiamo bisogno della nostra gente. Contro Catanzaro e Frosinone vogliamo sentire la vera spinta del Menti, ricordo ancora le sensazioni sentite da casa quando ho visto le partite dei playoff dello scorso anno. La squadra merita di vivere quelle emozioni». Felice per il risultato è anche Salim Diakité. «Sono sempre stato convinto del valore di questa squadra – sottolinea il difensore –, sono venuto qui consapevole che si sarebbero potuto fare cose interessanti e dare fastidio a tanti club. Personalmente ho sempre sofferto la Juve Stabia quando l’ho affrontata da avversario, soprattutto al Menti. Il nostro stadio deve diventare una fortezza. Ora che abbiamo raggiunto 48 punti non dobbiamo porci limiti, possiamo sognare. Sul piano individuale mi sento meglio, potermi allenare tutta la settimana durante la sosta mi ha aiutato anche se non sono ancora al top della condizione. Onestamente ero dispiaciuto di non giocare titolare, pur consapevole che ci sta non giocarle tutte. Non ero arrabbiato, qui tutti meritano di giocare. Il gruppo è fantastico, sono felice per il gol di Varnier, un ragazzo che ha sofferto e soffre tuttora tanto. Il mister ci dice sempre che chi entra è ancora più importante di chi gioca dall’inizio, sono felice di aver dato il mi contributo. Non è vero che gli allenatori sono tutti uguali, lui ed Inzaghi hanno stili di gioco diversi ed ugualmente produttivi. Abate, da ex difensore, spesso mi dice cose che mi inducono a pensare a perché nessuno me lo abbia detto prima in tanti anni di serie B. Cerca sempre di dirci la cosa giusta, ci dà grande carica. Il gruppo è la vera forza di questa squadra, mi ha accolto benissimo facendomi sentire a mio agio. Qui a Castellammare sto davvero bene, ho la testa libera e posso concentrarmi totalmente sul nostro lavoro. Mi ritengo un calciatore forte, sta a me dimostrarlo. I fischi del Barbera mi hanno amareggiato, ho sempre dato il massimo e rispettato tutti. Tra l’altro sono tuttora di proprietà del club rosanero. Fa parte del ruolo cercare di dare un consiglio a Confente in occasione del rigore e dare tutto per la maglia che indosso. Dedico questa vittoria alla squadra ed ai nostri tifosi. Ora siamo già proiettati verso le prossime partite, vogliamo continuare a sognare». Il sogno continua.
Sfida decisiva in chiave play-off al “Menti”: gialloblù chiamati ad allungare sui romagnoli. Emergenza infortuni, ma il tecnico suona la carica: «Il pubblico sia la nostra spinta»