Una sconfitta atroce. L’immeritato ko contro il Catania lascia un evidente velo di malumore tra le fila di una Juve Stabia che avrebbe quantomeno meritato il pareggio. A far discutere è in particolare stato il fallo fischiato in favore degli etnei da cui è nata la punizione beffa calciata da Mazzarani, episodio che lo stesso centrocampista siculo ha definito generoso in quanto prodotto dalla sua furbizia più che da una reale infrazione di Dentice. «Pochi minuti prima era stata fischiata una punizione in favore del Catania per una trattenuta analoga subita da Simeri – spiega Gabriel Tadeu Strefezza Rebecato –, è assurdo quanto è avvenuto. Per di più l’arbitro ha deciso di non prolungare il recupero a dispetto del tempo perso per l’esultanza dei nostri avversari, risulta davvero difficile trovare una spiegazione a decisioni del genere». Mister Lucarelli ha parlato di possibile compensazione dovuta ad un rigore non fischiato su Semenzato poco prima. «Così gli errori diventano due – sottolinea l’esterno gialloblù –, anche se dalla panchina non abbiamo onestamente avuto modo di valutare l’episodio del penalty cui fa riferimento l’allenatore dei nostri avversari. Resta il fatto che avremmo meritato molto di più, fa tremendamente male commentare una nuova sconfitta ingiusta dopo quella di Cosenza». La Juve Stabia sta pagando oltremodo l’assenza di Paponi. «È un elemento fondamentale per noi, senza di lui diviene tutto più difficile in fase realizzativa. Contro i siculi è mancato anche Simeri, subentrato solo a gara in corso perché non al top della condizione. Mister Caserta mi ha chiesto di ovviare a tali assenze collocandomi al centro dell’attacco alla ricerca della profondità, compito che ho cercato di assolvere sino al momento della sostituzione. Anche se nasco esterno non mi pongo problemi di moduli, sono qui per crescere e seguire alla lettera tutte le indicazioni degli allenatori. Ora guardiamo avanti, dobbiamo assolutamente tornare a far punti». Le vespe vogliono tornare a volare.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.