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Juve Stabia - Amarcord, 5 anni fa l'indimenticabile notte di Firenze

Al Franchi le vespe di Piero Braglia affrontarono per la prima volta la formazione viola, guidata da Vincenzo Montella, in occasione del Quarto Turno di Tim Cup. Più di 2000 tifosi gialloblù giunsero da Castellammare. La serata memorabile fu, tuttavia, stravolta dalla improvvisa scomparsa di un tifoso stabiese.

tempo di lettura: 4 min
di Davide Soccavo
28/11/2017 07:53:48
Juve Stabia - Amarcord, 5 anni fa l'indimenticabile notte di Firenze

Azione di gioco durante il match del 2012 tra Fiorentina e Juve Stabia (Foto Corriere del Mezzogiorno)

La Juve Stabia, si sa, vanta di numerose partite, disputate con squadre blasonate, che indipendentemente dal risultato sono entrate a far parte della storia del calcio stabiese. Una di queste risale a 5 anni fa, in questo stesso giorno. Ad attendere le vespe di Piero Braglia, allora militanti in serie B per la seconda volta consecutiva, ci fu l’incontro in notturna valevole per il Quarto Turno di Tim Cup all’Artemio Franchi contro la Fiorentina, storica società del calcio italiano, allora guidata dall’ormai ex allenatore del Milan Vincenzo Montella. L’indimenticabile serata ebbe un valore aggiuntivo: entrambe le squadre non si erano mai sfidate fino ad allora. Tuttavia, il team stabiese, sotto il nome di Stabia, aveva già messo piede nella terra natia di Dante Alighieri, precisamente nel 17 giugno 1951 dove si giocò lo spareggio contro il Foggia, vinto per 2 a 0, valevole per l'accesso diretto alla serie B.

GLI EROI DI BRAGLIA - Il tecnico toscano usufruii del 3-5-2 per le vespe, reduci da una sconfitta in campionato contro l’Empoli, e fu costretto a fare a meno degli allora lungodegenti Figliomeni e Zito. Tra i pali venne confermato Seculin, eroe di un’altra memorabile gara vinta ai rigori con la Samp nel medesimo torneo. In difesa c’era Murolo, che fece coppia con Scognamiglio e DiCuonzo. Lungo la linea mediana a cinque lo storico condottiero dei gialloblù posizionò al centro Doninelli, al quale subentrò Caserta al 21’ del secondo tempo, in coppia con Jidayi e Agyei. I due corridori esterni furono Baldanzeddu, allora già squalificato in campionato, e Vinci. Il duo d’attacco era composto da Mbakogu e Cellini, poi sostituiti nella ripresa rispettivamente da Acosty e Bruno.

LA “VIOLA” CHE STRAPPÒ IL PASS PER L’EUROPA - Montella scelse il 3-5-1-1: in porta andò Neto e in difesa Pizarro affiancò Hegazi e El Hamdaoui, quest’ultimo sostituito nel primo minuto della ripresa da Cuadrado. Il centrocampo viola fu formato da Matias (29'st Della Rocca), Cassani, Seferovic, Llama e Migliaccio. La zona offensiva venne posta al comando di Tomovic e Romulo, al quale subentrò nella ripresa l’attuale centrocampista dell’Inter Borja Valero. Lo spagnolo classe '85 ottenne il maggior numero di presenze in serie A con la Fiorentina (37). Quella sera il settore ospiti del Franchi di Firenze si tinse completamente di gialloblù: circa 2400 furono i tifosi provenienti da Castellammare. Non fu solo il match in sé ad essere rimasto impresso nella memoria degli stabiesi lì presenti: la Juve Stabia diede prova di grande carattere, nonostante la sconfitta, e per un attimo sfiorò addirittura la rete del vantaggio grazie alla traversa di Murolo nella prima frazione di gara, mostrando un ammirevole equilibrio di gioco in confronto ad una formazione militante in massima serie, che al termine della stagione si qualificò per l’Europa League. Nella ripresa Montella, vista la difficoltà riscontrata dai suoi, decise di apportare delle modifiche, li incitò ad avere un atteggiamento più offensivo e si giocò le carte Valero e Cuadrado.

LA SODDISFAZIONE DEL MISTER - La compagine gigliata diede successivamente conferma della notevole differenza con la formazione campana dal punto di vista competitivo: prima Seferovic e dopo 20 minuti Hegazi stesero le vespe gialloblù, che con il cuore e la grinta sperarono di portare a casa un risultato positivo come quello precedente contro la Sampdoria al Romeo Menti, ma ne uscirono ugualmente soddisfatti e a testa alta.  «Nella ripresa purtroppo l'entrata in campo di due calciatori di notevole spessore ha accentuato un divario  già piuttosto netto in partenza -disse Piero Braglia ai nostri microfoni-. La Fiorentina ha un altro passo rispetto a noi e ci ha sovrastato nella seconda parte della gara. Ripartiamo tuttavia dall'ottima prestazione offerta nel primo tempo. Le occasioni da sfruttare sono altre, dato che con ogni probabilità avremmo perso ugualmente. Oggettivamente questa partita non era fondamentale e non ho rimpianti in relazione al risultato finale. I tifosi sono stati degni di lode nel corso di tutta la gara, ma i numeri di questi sono simili a quelli che solitamente riscontriamo in casa. Sono felice di essere tornato nello stadio che da calciatore mi ha lanciato nel calcio che conta e di aver ritrovato tanti amici».

IN RICORDO DI AGO- Va, inoltre, ricordato il tifoso Agostino Di Somma, che a causa di un malore fu trasportato poco prima dell’inizio della partita all’ospedale di Santa Maria Nuova, dove avvenne il decesso. Aveva 31 anni, era da due mesi divenuto padre e nonostante allora si rese già conto del suo problema durante il viaggio di andata, non ha desistito pur di assistere allo storico incontro della squadra del cuore.

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