«Un grazie non basta, un grazie non assume il significato dell'essere, un grazie è solo un grazie. Eppure Franco Manniello non è stato solo un presidente, Manniello è il PRESIDENTE. Un presidente che i tifosi amano e che la città "manda via"». Così Giuseppe Mercatelli, storico appassionato della Juve Stabia, da giornalista prima e da politico poi.
Per Mercatelli «Castellammare porge le spalle a Manniello e lo invita a restarsene a casa. Come è possibile tutto questo? I figli di Stabia da una parte e imprenditori e politici dall'altra. Il popolo stabiese non vive in simbiosi con il tessuto economico, un dato allarmante e sin troppo preoccupante. Dopo la seconda promozione in serie B, tutto è rimasto fermo, immobile. Gli unici passi sono stati fatti per salire sul carro del vincitore, per intenderci, sul carro del Manniello. Che pena, che malinconia....che vergogna. Una vergogna che oggi è indossata con "incompetenza" da coloro che hanno l'ardire di comunicare al popolo stabiese proclami incredibili. Da giorni leggiamo sulla stampa e sui social una cantilena in stile "il gatto e la volpe". Mentre Manniello resta solo in compagnia del popolo stabiese, chi può, anzi chi deve, annuncia: "lo stadio Menti si ri fa il look.....renderemo lo stadio una bomboniera.....". E chi più ne ha, più ne mette. Il popolo stabiese però si interroga: con quali soldi?. Mio Dio, la risposta è semplice, con i soldi dello Stato, con i soldi deliberati da un Commissario Prefettizio e dai fondi nazionali per le Universiadi. Chiaro??? E di una città invivibile, di una città che non ha nulla per attrarre i tanti tifosi provenienti da metropoli italiane, di una città che vive di sola improvvisazione....cosa sappiamo? Nulla, come sempre nulla. Sappiamo solo che gli imprenditori e i politici hanno preparato la torta dell'indifferenza e l'hanno portata a casa del presidente Manniello, non per sostenerlo, non per spronarlo, non per aiutarlo, ma semplicemente per mandarlo via. E allora? Non basta un semplice grazie a Manniello. No, serve solo che la vergogna torni prepotente tra politici e imprenditori».
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