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Juve Stabia - Abate: «A Reggio Emilia serviranno equilibrio, rabbia e mentalità»

Senza Candellone contro la Reggiana, il tecnico delle Vespe avverte: «Scontro salvezza durissimo, ma è una grande occasione»

tempo di lettura: 3 min
di Davide Soccavo
30/01/2026 16:24:55

Mister Ignazio Abate è intervenuto in sala stampa al Romeo Menti per presentare la sfida tra Juve Stabia e Reggiana. Contro i granata, le Vespe dovranno fare a meno del capitano Leonardo Candellone, fermo per circa un mese. Un’assenza pesante che costringerà il tecnico a individuare un’alternativa in vista di una gara dal peso specifico elevato.

La Reggiana arriva all’appuntamento dopo sei sconfitte consecutive ed è a caccia di una vittoria che manca dall’8 dicembre, con l’obiettivo di far esultare il pubblico del Mapei Stadium, campo che rappresenta un vero e proprio tabù per la Juve Stabia da oltre settant’anni.

«L’assenza di Candellone pesa, ma la squadra è rimasta sul pezzo in un periodo non semplice – ha spiegato Abate –. Questo è un momento particolare per tutte le squadre: il mercato, anche inconsciamente, può togliere energie e distogliere l’attenzione dalla partita, e sarebbe un errore gravissimo. È una gara di importanza enorme, uno scontro salvezza. Affrontiamo una squadra reduce da sei sconfitte, che giocherà col coltello tra i denti. Noi dovremo essere bravi a tenere botta e ad avere quella rabbia che serve per non accontentarsi».

Il tecnico ha poi sottolineato le difficoltà storiche del confronto: «A Reggio Emilia non è mai semplice per noi. Dal 1952 abbiamo raccolto tre sconfitte e un solo pareggio: i numeri contano e ci impongono di tenere le antenne dritte».

Sul piano tattico, Abate ha evidenziato le qualità della Reggiana: «È la prima squadra del campionato per gol segnati in contropiede, difende molto bene con un blocco medio-basso e scardinarlo non è mai semplice. Servirà una partita di grande pulizia tecnica ed equilibrio, perché davanti hanno giocatori di categoria come Girma, Gondo, Portanova e Novakovici».

Riguardo alle possibili soluzioni senza Candellone, l’allenatore non si è sbilanciato: «Ho diverse idee in testa. I principi non cambieranno: vogliamo fare la partita, ma con il giusto equilibrio. Dobbiamo valutare anche le condizioni di Varnier e capire come impostare strategicamente i 90 minuti. Ho ancora due giorni per pensarci».

Spazio anche al mercato e ai nuovi arrivi, come Torrasi: «È un ragazzo valido tecnicamente e molto intelligente dal punto di vista calcistico. Arriva indietro fisicamente e avrà bisogno di tempo, ma ci darà una mano. Ho fiducia in tutti i miei giocatori: la fiducia se la guadagnano in settimana e qui tutti pedalano».

Infine, Abate ha ribadito l’importanza del gruppo: «Sono malato di tattica, passo dieci ore al giorno a cercare l’1% in più per vincere una partita, ma credo ancora di più nella forza del gruppo, nell’empatia e nel rapporto umano. Nei momenti difficili è il gruppo che ti tiene in piedi. Andiamo a Reggio Emilia sapendo che ci sarà da soffrire, ma per noi è una grande occasione per fare punti».

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