Cultura & Spettacolo
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Castellammare - Il Comunista - Una nuova indagine per il Commissario Annone

tempo di lettura: 5 min
di Valeria Cimmino
16/05/2021 08:58:46

Il primo aprile scorso è uscito il nuovo romanzo dell'autore stabiese Angelo Mascolo “Il Comunista – Una nuova indagine per il Commissario Annone” edito da Homo Scrivens.

Ritornano i protagonisti a cui i lettori si erano affezionati nel “La primavera cade a novembre”; in particolare il Commissario Vito Annone del Commissariato di Castellammare Di Stabia, sua moglie Teresa, sua madre Nunziatina, Gegè, guardia scelta di Monteforte, il medico legale Trojano ed il preziosissimo Lustrino, l'aiutante che ha occhi ed orecchie ovunque. Ad essi si aggiungono nuovi personaggi anch'essi inseriti magistralmente nell'intreccio narrativo, ma presi dalle loro vicende personali, fra questi emerge da subito la figura del Brigadiere Alfonso Scala.

“È l'aprile del 1948. A una settimana dalle elezioni politiche, le prime a svolgersi in Italia dopo il ventennio fascista, nel suo studio di via Mazzini viene trovato il corpo senza vita del sindacalista Catello Savarese, candidato da indipendente nelle fila del Partito Comunista. A indagare su un delitto che sembra avere tutte le stimmate di un’esecuzione politica è il commissario Vito Annone affiancato dalla guardia scelta Luigi “Gegé” Di Lorenzo e dal brigadiere Alfonso Scala, arrivato a Castellammare da Sorrento per sostituire il suo predecessore andato in pensione. In una città devastata dalle macerie di una guerra destinata a non avere mai fine e dalle lotte di partito senza quartiere, Annone arriverà a mettere le mani nel ventre più oscuro e contraddittorio della miseria umana: tra povertà e degrado, fallimenti e utopia del riscatto fino alla scoperta di una terribile verità.

Intanto Teresa, la moglie del commissario, è impegnata a raccogliere i fondi per la ricostruzione dell’orfanotrofio maschile di Pozzano, distrutto da un’alluvione l’inverno prima. Una corsa contro il tempo per dare un tetto ai lazzaroni senza Dio e senza nome di Castellammare. In ognuno di quei bambini, alla disperata ricerca di una famiglia, Teresa vede un figlio. Quello stesso figlio che non potrà mai avere. Sullo sfondo di un dolore mai sopito e di una famiglia rimasta nel cassetto dei sogni, Teresa e Vito proveranno a ricostruire il loro amore, scosso dall’assenza di figli e da silenzi impenetrabili. Una strada ardua che metterà a dura prova i sentimenti di entrambi e sulla quale troveranno, a un certo punto, un aiuto inaspettato.”

Un romanzo accattivante, che spinge il lettore a leggerlo tutto d'un fiato, un poliziesco, un romanzo storico, una storia che parla di vite e di sentimenti, perché ogni personaggio, al di là del ruolo che ricopre, ha la propria storia da raccontare, ogni personaggio è avvolto da un mistero interpersonale, che si sviscera man mano nel corso della storia, spesso lasciato irrisolto già dal racconto precedente.

Eppure viene da chiedersi chi siano i veri protagonisti del libro, e leggendo fra le righe, non può essere chiaro che al centro della narrazione ci sono i luoghi, la storia e la memoria. I romanzi di Angelo Mascolo sono racconti di un periodo, ricostruito con cura e dettaglio, in cui il poliziesco fa da sfondo, e non al contrario, un giallo ambientato in un determinato spazio e tempo; ed è questo a renderlo originale,  diverso e a dargli quel qualcosa in più  rispetto ad altri contemporanei romanzi del suo stesso genere. Ciò che è raccontato,  fra un'indagine e l'altra, è lo spaccato di un'epoca.

Il famoso produttore cinematografico Riccardo Tozzi, con una vela di rammarico ha affermato durante un'intervista: “È   successo che gli scrittori italiani sono diventati più sensibili alle ragioni del racconto che a quelle della scrittura”

Oggi molti romanzi, a sfondo noir tengono infatti più alla storia che alla letteratura, mentre nei romanzi di Mascolo c'è una grande attenzione alla scrittura. Il suo libro mette in primo piano, insieme alla ricostruzione storica, l'importanza ed il piacere della narrativa, una qualità fondamentale, che un amante della lettura, non può non ricercare in un libro.

Impregnato inoltre di un'atmosfera “romantica” del passato, è forte il peso del periodo storico raccontato, riuscendo tuttavia a risultare un testo che non appesantisce l'anima del lettore, ma che vuole essere una mera testimonianza, e che grazie alle attente caratterizzazioni dei personaggi, tanto da renderli familiari, e all'intrigante mistero da svelare, crea una solleticante suspense fino alle ultime pagine. 

Infine ciò che caratterizza il romanzo e lo rende esclusivo sono le ambientazioni e le descrizioni dei personaggi che rimandano quasi ad una piéce teatrale; in particolare della tradizione napoletana in cui spicca un'influenza eduardiana.

Un romanzo dunque che abbraccia la storia, la tradizione e l'amore verso un territorio, quello di appartenenza dell'autore. Un libro poliziesco che può trovare ampliamente il consenso di un pubblico variegato.

Angelo Mascolo (Castellammare di Stabia, 1987) è giornalista e archeologo. Iscritto all’ordine dei giornalisti della Campania dal 2015. È fondatore del blog «Il favolista» nel quale affronta le tematiche del nostro tempo in forma di favola. Ha collaborato con «Il Mattino» e il «Roma». È stato redattore della rivista «Agorà», organo ufficiale di «Archeoclub d’Italia Onlus», e vicepresidente di «Archeoclub d’Italia» per la sezione di Castellammare di Stabia fino a luglio 2020. Attualmente è corrispondente per il portale «Fogli e Viaggi», creato dal giornalista Vittorio Ragone, al quale collaborano grandi firme del giornalismo italiano come Franco Di Mare e Gad Lerner. Nel 2016, con una sua opera di narrativa, si è classificato secondo al Premio Letterario Rai «La Giara», aggiudicandosi la «Giara d’Argento». Nel 2017 pubblica con Homo Scrivens il romanzo «La primavera cade a novembre», il primo capitolo della serie noir ambientata nella città di Castellammare di Stabia nel secondo dopoguerra con protagonista il commissario di polizia Vito Annone , che ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti nazionali.

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