L'emergenza incendi non accenna ad avere fine. Si aggrava il bilancio dei danni causati dai roghi che stanno letteralmente falcidiando il territorio e intanto la paura cresce a dismisura nelle aree montuose, dove la vegetazione, rigogliosa fino al mese scorso, appare oggi brulla e arida. Un autentico scempio ambientale, dunque, si è materializzato nel corso di un mese, a partire dall'incendio che ha devastato il Vesuvio, da cui si sono stagliate colonne di fumo nei focolai appiccati dai piromani e ravvivati dal vento e dal caldo infernale degli ultimi tempi.
La situazione è aggravata anche da una pioggia che tarda ancora a materializzarsi, un provvidenziale acquazzone che andrebbe a spegnere i roghi, inumidendo la vegetazione e garantendo una boccata di ossigeno in un'estate di fuoco. Nella sola giornata di ieri, le fiamme si sono innalzate nella vegetazione antistante l'Hotel delle Terme di Stabia, mettendo a rischio non solo la struttura, ridotta ormai a un rudere, ma anche le vicine abitazioni.
Ancor più devastante è stato l'incendio in via Madonna della Libera, dove la vallata è andata in fiamme, per fortuna a distanza di sicurezza dalle abitazioni. Sul versante stabiese del Faito, inoltre, è scattato nuovamente l'allarme, così come a Corbara, Tramonti e a Cava de' Tirreni, ma la situazione più drammatica ha riguardato il Monte Megano, a Gragnano, dove ettari di vegetazione sono andati in fiamme e una lingua di fuoco ha sovrastato le case, imponendo l'evacuazione degli edifici per non mettere a rischio l'incolumità dei residenti.
Si è temuto persino che l'incendio potesse travolgere le abitazioni sottostanti, ma l'intervento dei vigili del fuoco, della Protezione Civile e dei Ros, coordinati da Nunzio Coppola, è stato provvidenziale per preservare i tetti dei residenti del luogo. Sul posto ancora una volta si è recato Tristano Dello Joio, presidente dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, il cui insediamento è stato movimentato dalla catena di incendi che sta devastando le montagne. Gli inquirenti, intanto, continuano a seguire la pista dolosa, ma per ora non c'è traccia dei piromani in azione sul territorio. Le due taniche di benzina rinvenute nei giorni scorsi a Moiano, tuttavia, sembrano non lasciare dubbi sulla natura degli incendi e cresce il timore che a breve resti davvero ben poco da bruciare.
«Occorre una cabina di regia per programmare un piano di prevenzione che possa scongiurare in futuro questo triste fenomeno - ha sottolineato Tristano Dello Joio -. Purtroppo non tutti i Comuni hanno risposto presente all'appello, ma confido nel buonsenso e nella volontà di creare una sinergia per affrontare insieme il problema. Ho avuto modo di testare il livello di avanguardia del Parco Gran Paradiso, un modello a cui vorrei ispirarmi per trasformare il Parco dei Monti Lattari in un Ente in grado di gestire in maniera capillare l'intero territorio in piena e totale sinergia con gli Enti locali».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.