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Cronaca

Gragnano - Omicidio 17enne, si lavora per ricostruire il movente: affari di droga dietro il raid mortale


È la tesi più accreditata per le forze dell'ordine. I due fermati avrebbero avuto un diverbio nei giorni precedenti con il 17enne per la divisione del mercato della droga

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Minorenni e giovanissimi al servizio dei clan per la vendita della droga. È questa la tesi più accreditata sulla quale stanno lavorando gli agenti del Commissariato PS di Castellammare di Stabia dopo la morte di Nicholas Di Martino, 17enne di Gragnano. Il giovane, morto nella notte fra domenica e lunedì, sarebbe stato accoltellato dai suoi coetanei per uno sgarro nel mondo della criminalità organizzata, verosimilmente nella vendita delle sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine hanno già arrestato due ragazzi, Ciro Di Lauro e Maurizio Apicella, entrambi riconducibili ad esponenti di spicco della mala dei Monti Lattari. Ed è proprio Apicella che nei giorni precedenti al raid avrebbe minacciato di morte il Di Martino, nipote del boss ergastolano Nicola Carfora e figlio di Maria Carfora anche lei con precedenti alle spalle. Minacce che poi si sarebbero concretizzate in fatti pochi giorni fa.

Non si esclude che dietro queste liti fra giovani per il monopolio della droga nei quartieri di Gragnano ci sia la mano del potente clan locale dei Di Martino. La famiglia dei narcos controlla da anni la zona dei Lattari ed è alleata con i D'Alessandro di Scanzano ai quali rivende la marijuana coltivata fra Gragnano e Pimonte.


E più di una volta, come testimoniato dalle indagini, ha assoldato i giovanissimi del posto per portare avanti i propri affari. Per questo motivo le indagini procedono senza sosta e sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dal pm Giuseppe Cimmarotta. L'obiettivo delle forze dell'ordine è ricostruire nei dettagli i giorni precedenti all'omicidio partendo da una rissa scoppiata in centro a Castellammare e che avrebbe coinvolto anche il fratello del 17enne ucciso. Sarebbe stato questa la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso.

Ma chi ha partecipato al raid oltre a Ciro Di Lauro e Maurizio Apicella? Ma soprattutto, chi ha inflitto le coltellate mortali? Interrogativi che non hanno ancora una risposta. Gli investigatori stanno setacciando tutti i frame delle immagini del sistema di videosorveglianza del Comune di Gragnano per identificare tutti coloro che erano presenti al momento del raid. Nel mirino sono finiti anche altri giovanissimi. Un aiuto alle indagini potrebbe darlo senza dubbio Carlo Langellotti, 30enne di Gragnano che è rimasto ferito dopo il raid di domenica notte e che avrebbe accompagnato all'ospedale San Leonardo il corpo senza vita di Nicholas Di Martino.


news Gragnano - Omicidio 17enne, dopo il fermo dei presunti assassini si teme la vendetta del clan


Gragnano - Omicidio 17enne, si lavora per ricostruire il movente: affari di droga dietro il raid mortale

giovedì 28 maggio 2020 - 08:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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