Una volta sede di antichi splendori, oggi la "prima villa comunale" della città è in condizioni di degrado. Il volto di Villa Gabola, polmone verde del rione San Marco, è totalmente cambiato e di questo originario splendore non restano che spazzatura e degrado. Il parco, che fino a qualche anno fa era aperto al pubblico, è stato spesso vandalizzato e oggi è completamente abbandonato. Vi si possono vedere cumuli di spazzatura e materiale plastico sparso qua e là. Le piante hanno un evidente bisogno di manutenzione e persino una cappella votiva presente all'interno del parchetto è in condizioni davvero pessime. In molti chiedono la riapertura della villa e la pulizia del parco, i residenti sono sdegnati per l’incura in cui è finita.
La storia di questa particolare villa affonda le sue radici nel lontano secolo ottocentesco, il periodo in cui Castellammare era una zona di villeggiatura e in molti, soprattutto inglesi, venivano a trascorrere le vacanze in città per approfittare anch'essi delle, allora tanto in voga, cure termali. Così, una signora di nome Nives intuì la possibilità di fare business con i turisti dell'epoca e gli venne l'idea di aprire una pensione in una zona allora periferica della città, in Via Nocera. Questa strada a quei tempi era ricca di vegetazione, querce e alberi secolari che arricchivano di verde quella zona e il giardino arrivava fino all'attuale Viale Europa. La pensione della Signora Nives aprì e si chiamava proprio come lei "Pensione Baker" ed era situata alla fine di una strada alberata e piena di piante e fiori. Dopo qualche tempo la proprietà passò, negli anni '20 del '900, nelle mani del signor Isaia Gabola.
Un tempo Castellammare era un luogo di cure termali e parchi stupendi che stregò i romani e attirava gli inglesi fino a fine ottocento, oggi non ha né le terme né dei bei parchi puliti.
Alle 11 in punto la nave scuola della Marina Militare ha fatto il suo ingresso nel porto stabiese, accompagnata da due rimorchiatori. Il Vespucci resterà in città fino al 19 settembre.