La protesta dei genitori dei piccoli alunni del plesso scolastico di via Pietro Carrese (succursale della “Di Capua”), ha catturato l’attenzione del mondo politico e anche di quello sindacale. Ieri pomeriggio arrivò subito l’intervento dell’assessore all’Istruzione Annalisa Armeno che tentò di rassicurare la città sul servizio mensa e sulla sua qualità. Questa mattina anche la "Filcams – Cgil", nella persona di Luigi Riccardi, ha espresso il suo parere dopo il ritrovamento di un verme all’interno di un minestrone di un giovane studente: “Abbiamo appreso la notizia e ci siamo subito attivati per determinare cause e motivi. Abbiamo chiesto un incontro al Comune e all’assessore alla Pubblica Istruzione per poter dare il nostro contributo ad una problematica di interesse sociale”. Era una storia che non poteva passare inosservata soprattutto dopo la protesta portata avanti da tutti i genitori. Ieri mattina, infatti, nessun bambino ha usufruito del servizio mensa ma ha completato il proprio pranzo con un panino portato da casa. Moltissimi cittadini stanno contestando, nelle ultime ore, la ditta che si occupa di rifornire le scuole stabiesi: è già la seconda volta che un episodio simile si ripete nel giro di poche settimane. Prima fu protagonista la scuola “Carducci”, oggi la “Di Capua”: i genitori sono stanchi e arrabbiati, oltre che preoccupati, per il cibo che ogni giorno i propri figli mangiano all’interno degli istituti.
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