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Castellammare - Rapina da 2,5 milioni, arrestato il ricettatore degli iPhone rubati

I Carabinieri identificano l’anello chiave del gruppo criminale che aveva sottratto 1.733 iPhone, 455 AirPods e 145 Apple Watch. La merce recuperata e i flussi illeciti tracciati hanno permesso di applicare gli arresti domiciliari.

tempo di lettura: 2 min
21/03/2026 12:35:27
Castellammare - Rapina da 2,5 milioni, arrestato il ricettatore degli iPhone rubati

Questa mattina i militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia, con il supporto dei militari della Compagnia Carabinieri di Napoli Stella, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un soggetto gravemente indiziato del delitto di ricettazione.

Il provvedimento rappresenta l'esito degli ulteriori sviluppi investigativi relativi alla violenta rapina commessa a Castellammare di Stabia il 18 settembre 2024 ai danni di un corriere. In tale occasione, un gruppo criminale si era impossessato di un carico di prodotti Apple (1.733 iPhone 16, 455 AirPods e 145 Appie Watch) del valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, destinato a un magazzino di elettronica locale.

L'attività odierna segue l'operazione dello scorso 10 marzo, che aveva già portato all'arresto di quattro pregiudicati, ritenuti esecutori materiali della rapina e responsabili dei reati di sequestro di persona e porto illegale di armi.

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia e coordinate dalla Procura, hanno permesso di identificare il presunto ricettatore del gruppo criminale, figura chiave che avrebbe consentito ai rapinatori di "piazzare" gran parte della refurtiva in tempi brevissimi, recuperare parte della merce sottratta, rinvenuta nel corso delle perquisizioni presso l'abitazione dei genitori dell'indagato, e documentare i flussi finanziari illeciti derivanti dalla vendita dei dispositivi rapinati, che avevano già fruttato ai sodali profitti per circa 600 mila euro.

Il quadro indiziario a carico dell'arrestato, sottoposto ad interrogatorio preventivo da parte del G.I.P. prima dell'emissione della misura cautelare, si fonda su un grave impianto indiziario costituito da attività tecniche, analisi dei sistemi di videosorveglianza e riscontri documentali.

Al termine delle formalità di rito, l'indagato è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

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