Cronaca
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Castellammare - Raid in via Bonito, la paura invade la città. Ma è arrivato il momento di denunciare

Episodi come quelli della scorsa notte potranno essere combattuti con le denunce, anche anonime, alle forze dell'ordine. Ma molti stabiesi preferiscono girare la testa

tempo di lettura: 3 min
di Gennaro Esposito
28/06/2019 19:54:23
Castellammare - Raid in via Bonito, la paura invade la città. Ma è arrivato il momento di denunciare

Le immagini dell'assalto al chioschetto di via Bonito di mercoledì notte hanno ormai fatto il giro del web. Una sequenza di 3-4 minuti (anche se il video sui social immortala solo un minuto del raid) che ha seminato il panico nel centro antico, a due passi dal porto e dalla guardia costiera. Bestie armati di mazze e bastoni hanno distrutto l'attività che dà sulla piazzetta del quartiere lanciando contro i titolari sedie e tavoli per vendicare un torto subito. Ed oggi a Castellammare non si parla d'altro: nei bar, nei locali, sui social tutti commentano, indignati, i fatti della scorsa notte. Una città che si indigna ma che non riesce a scrollarsi di dosso la paura: nessuno infatti ha denunciato quanto stesse accadendo al chiosco di via Bonito. Passanti e residenti hanno preferito filmare e non allertare le forze dell'ordine per poi pubblicare il video sui social. Se nessuno li avesse resi noti, probabilmente i fatti sarebbero restati ignoti. E non è la prima volta: la stessa cosa è successa in occasione del falò dell'Immacolata al Savorito (quando tutti fecero dei video ma nessuno allertò le forze dell'ordine) senza considerare i commercianti che pagano il pizzo e che preferiscono non consegnare alla giustizia i propri estorsori.

A distanza di 48 ore dai terribili fatti di via Bonito, Castellammare si riscopre insicura. Una città in balia di incivili, vandali e potenziali criminali che fanno quello che vogliono e dove vogliono. Ed è per questo che molti stabiesi oggi hanno paura di uscire di casa per non essere coinvolti in pericolosi fatti di cronaca. Altri invece auspicano una maggiore presenza delle forze dell'ordine senza considerare che negli ultimi anni hanno svolto un lavoro eccellente nel comprensorio stabiese. Della tematica sicurezza se ne è discusso anche oggi al Circolo della Legalità in occasione dell'iniziativa antiracket "Denunciare conviene". Polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale erano presenti all'incontro e hanno confermato il proprio impegno sul territorio. 

«Apparteniamo ad ordini diversi ma siamo tutti amici. Chi ci perde in questo caso è la camorra» ha commentato il dirigente della polizia di Stato Vincenzo Gioia. Grazie alla collaborazione fra le diverse forze dell'ordine si potrà ampliare il controllo del territorio, sia con uomini in borghese che in divisa. Il tutto per aumentare la sicurezza, nonostante l'assenza di uomini nei rispettivi corpi. E' a disposizione dei cittadini anche l'applicazione YouPol che permette di segnalare alla polizia potenziali eventi criminali. Appena la segnalazione arriva alla centrale operativa, subito gli agenti possono intervenire. In una società altamente tecnologica, l'uso di una simile app potrebbe essere utile per contrastare la criminalità. A riguardo anche il sindaco Gaetano Cimmino ha cercato di tranquillizzare i cittadini: «Non possiamo pretendere una città controllata ogni 50 metri da un vigile o da un poliziotto. In qualsiasi altra turistica non accade ciò. Ma sicuramente se un sorrentino dovesse vedere qualcosa di strano, collabora con le istituzioni. Ed è per questo che oggi im rivolgo alla parte sana della città: se vedete qualcosa, denunciate. Non girate la faccia. Così cambiamo insieme questa città».

Ennesimo grido d'allarme, ennesima voglia di rivalsa di una città che finisce in prima pagina troppo spesso per eventi di natura criminale. Le immagini terribili di via Bonito potranno risvegliare una coscienza civile presso gli stabiesi che potranno così ribellarsi a chi deturpa il nome della propria città. E il primo modo per farlo è quello di denunciare. Le forze dell'ordine fanno la propria parte da tempo (e lo testimoniano gli arresti), adesso tocca agli stabiesi: insieme, con la collaborazione di tutti, episodi come quelli di mercoledì notte saranno solo un ricordo.

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