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Castellammare - Raid in via Bonito, continua incessante il lavoro della polizia: identificati i cinque colpevoli

La svolta potrebbe arrivare oggi. I membri del gruppo criminale rischiano una denuncia per danneggiamento pluriaggravato, minacce e lesioni

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
29/06/2019 10:58:32
Castellammare - Raid in via Bonito, continua incessante il lavoro della polizia: identificati i cinque colpevoli

Si sta per chiudere il cerchio intorno al gruppo che mercoledì notte ha assalito un chioschetto della frutta in via Bonito. Cinque bestie, che armate di mazze e bastoni hanno distrutto l'attività a due passi dal porto, sono state già identificate dalla polizia di Stato che ha anche ascoltato alcuni di loro. Gli altri che si trovavano a ridosso della zona incriminata saranno individuati nelle prossime ore. Un lavoro di polizia incessante che si basa soprattutto sui video della sorveglianza e non solo sul filmato diffuso sui social network. La sequenza ha una durata di 4 minuti circa e permette di riconoscere i membri del gruppo criminale, alcuni dei quali hanno anche alle spalle dei precedenti per spaccio. A prendere parte al commando sarebbe stato anche lo spazzino protagonista della discussione con il titolare dell'attività qualche minuto prima. Dai video infatti emerge la figura di un uomo con i pantaloni catarifrangenti che solitamente sono utilizzati dal personale della nettezza urbana.

Una volta concluse le indagini, la polizia di Stato denuncerà per danneggiamento pluriaggravato, minacce e lesioni tutti i colpevoli del raid di mercoledì notte. L'obiettivo delle forze dell'ordine è anche quello di individuare il movente che ha spinto il gruppo criminale a comportarsi in questo modo (non si abbandona anche la pista camorristica). Secondo una prima ricostruzione, prima dell'aggressione ci sarebbe stata una lite fra il titolare dell'attività e uno spazzino che non voleva raccogliere l'umido per via dell'ordinanza imposta dal sindaco Gaetano Cimmino. I due hanno avuto una discussione e sono venuti alle mani tanto che sono ricorsi alle cure dell'ospedale San Leonardo (dove è arrivata anche la polizia per raccogliere le impressioni dei due). Appena dimessi, però, si organizza il raid. L'operatore ecologico avrebbe allertato i ragazzi di Santa Caterina che poi hanno distrutto il chioschetto con una ferocia inaudita.

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