Due consiglieri comunali di centrodestra intercettati dalla DDA nell’ambito di un’inchiesta che ancora deve portare alla luce i suoi esiti ma sulla quale i magistrati stanno lavorando da ormai 6 anni. A rivelarlo è oggi il quotidiano Metropolis che, esaminando l’ordinanza e gli atti che martedì mattina hanno portato all’arrestato di 20 persone legate al clan Cesarano di Ponte Persica, ha notato la presenza dei due politici nell’elenco delle persone per le quali la DDA aveva chiesto ed ottenuto l’intercettazione del cellulare nel 2013. Un segnale importante che fa capire come fondati siano i dubbi circa l’esistenza di legami tra la politica e la camorra a Castellammare di Stabia.
Nel 2013, pochi giorni prima delle elezioni che portarono poi Nicola Cuomo a diventare sindaco e prendere così il posto dello sfiduciato Luigi Bobbio, ben 3 utenze mobili di un aspirante consigliere comunale candidato nelle fila del centrodestra a sostegno del candidato sindaco Antonio Pentangelo furono sottoposte ad intercettazioni. Ma non solo. Anche il cellulare di un altro aspirante consigliere comunale, sempre di centrodestra, fu messo sotto osservazione. Di queste intercettazioni, però, non vi è traccia nei fascicoli d’inchiesta emersi finora e che hanno riguardato i clan camorristici stabiesi.
A Castellammare, per questo, i politici hanno iniziato a preoccuparsi. Almeno quelli che non sarebbero del tutto estranei a queste vicende. Oggi, poi, la notizia dei due consiglieri comunali intercettati rafforza l’ipotesi che già da tempo circolava in città, ossia di un terremoto giudiziario che starebbe per abbattersi sulla Castellammare politica e che ora sta decimando la camorra ed i clan egemoni sul territorio stabiese e dei monti Lattari.