Non si è ancora definitivamente estinto l'incendio all'interno dell'ex fabbrica di carpenteria che ha preso fuoco sabato mattina nella periferia nord in circostanze ancora ignote. Una piccola colonna di fumo è ancora visibile anche a distanza di diverse centinaia di metri e i vigili del fuoco hanno proseguito la propria opera anche nella giornata di domenica seppur con ritmi più blandi rispetto ai primi concitati momenti. L'impiego di un'autocisterna da 25mila litri è servito ad accelerare la procedura di spegnimento delle fiamme e i caschi rossi hanno fatto la spola fino a notte inoltrata per contrastare anche il forte vento che alimentava l'incendio. Nel frattempo, è in atto un'indagine per far luce sulle ragioni di un rogo per il quale gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Il proprietario Mario Vuolo ha fatto sapere che il deposito era in affitto e che non era coperto da assicurazione e, d'altra parte, al suo interno erano presenti perlopiù balle di tessuti usati. Soltanto la buona sorte ha impedito che l'incendio arrecasse danni alle persone o agli edifici presenti nelle vicinanze, ma un brivido di paura ha percorso la schiena dei residenti del luogo, che hanno sfollato le abitazioni temendo di restare coinvolti nel rogo e di inalare dosi eccessive di sostanze altamente tossiche diffuse nell'aria dalla nube di fumo nero che si è innalzata dal deposito della periferia nord di Castellammare.
Il tecnico gialloblù alla vigilia dell’esordio ufficiale contro il Frosinone: «Sarà un vero banco di prova. Vedo una squadra con una gamba più fresca e siamo già al 75% dei concetti tattici e offensivi»