Lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari il 26enne di Castellammare di Stabia indagato per la presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza di 22 anni di Santa Maria la Carità, che secondo l'accusa sarebbe stata sequestrata e violentata all'interno di una cantina in via Alcide De Gasperi.
La decisione - come riporta Metropolis - è stata presa dal Tribunale del Riesame di Napoli, che ha accolto parzialmente il ricorso presentato dall'avvocato Andrea Paolillo, difensore del giovane. I giudici hanno ritenuto che le esigenze cautelari non giustifichino la permanenza in carcere, disponendo quindi una misura meno afflittiva. Allo stesso tempo, però, il Riesame ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza contestati all'indagato.
La vicenda giudiziaria riguarda i fatti della notte tra il 2 e il 3 agosto, quando, secondo la ricostruzione investigativa, la giovane avrebbe raggiunto il 26enne dopo un primo contatto avvenuto attraverso Instagram.
L'incontro e la cantina
Secondo quanto riferito dalla ragazza agli investigatori, il giovane l'avrebbe condotta con un pretesto all'interno di una cantina situata in un condominio di via De Gasperi. Una volta raggiunto lo scantinato, secondo la ricostruzione dell'accusa, la situazione sarebbe cambiata radicalmente.
Il 26enne avrebbe preso il telefono della giovane con la scusa di utilizzare il flash per illuminare il percorso e avrebbe poi impedito alla ragazza di uscire dal locale. La porta sarebbe stata sbarrata con un pesante termosifone, mentre per immobilizzare la 22enne sarebbero state utilizzate anche delle travi di legno. La ragazza avrebbe inoltre riferito di essere stata picchiata e sottoposta a violenze sessuali per alcune ore.
La giovane, dopo essere stata lasciata andare, avrebbe raccontato quanto accaduto e presentato denuncia. Gli investigatori hanno quindi avviato gli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Gli accertamenti della Procura
Nel corso delle indagini sono stati acquisiti il racconto della persona offesa, la documentazione sanitaria e gli elementi raccolti dagli investigatori. La Procura ha inoltre disposto accertamenti sui dispositivi elettronici utilizzati dal 26enne, con particolare attenzione alle conversazioni e ai contatti intercorsi attraverso i social.
Nei giorni successivi all'arresto, i carabinieri della Compagnia di Castellammare avevano anche effettuato un sopralluogo nella cantina indicata dalla vittima, concentrando l'attenzione sulla porta, sul termosifone e sulle travi che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero state utilizzate per impedirle di uscire.
La versione dell'indagato
Il 26enne, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ha fornito una versione diversa da quella della ragazza, sostenendo che il rapporto sessuale fosse consenziente e negando quindi di averla violentata.
La decisione del Riesame rappresenta ora un primo passaggio nel procedimento: la misura cautelare è stata modificata, ma i giudici hanno confermato il quadro dei gravi indizi contestati dalla Procura.
L'inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto quella notte e verificare tutti gli elementi raccolti dagli investigatori. L'indagato, è bene ricordarlo, non è stato condannato in via definitiva e resta a disposizione dell'autorità giudiziaria agli arresti domiciliari.
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