Ospedale di Gragnano
Sospesi i ricoveri all’ospedale di Gragnano. E’ questa la decisione assunta dall’Asl Na 3 SUD in considerazione della carenza di personale medico. I reparti interessati sono quelli di Medicina e Geriatria. In una lettera inviata dai vertici dell’Asl Na 3 sud ai responsabili dell’ospedale Santa Maria di Casascola, si sottolinea come la mancanza di medici dello Psaut nel turno 20 – 8 impedisca la gestione delle risorse umane in ambito aziendale. Per l’Asl, infatti, «con i soli dirigenti medici idonei al lavoro notturno non è possibile garantire una turnazione h24 nei due reparti gragnanesi». Pertanto, «anche in attesa di riscontro alle richieste del rinnovo dei contratti di specialistica ambulatoriale», l’Asl ha bloccato con decorrenza immediata i ricoveri, in via temporanea. Una decisione che giunge a un mese e mezzo dalla chiusura notturna del primo soccorso, motivata con la necessità di «razionalizzare i carichi di lavoro nelle ore notturne in tutti i presidi dell’area stabiese». La decisione rischia però di creare nuove polemiche sui Lattari. Tornano sul piede di guerra i cittadini, che chiedono garanzie sul futuro della struttura sanitaria gragnanese. «Giù le mani dall’ospedale – afferma Terenzio Morgone, responsabile dell’associazione per consumatori Dimensione Civica – Stiamo assistendo ad un inesorabile ridimensionamento della sanità sui Lattari. A Gragnano – continua – così come a Casola, Lettere e negli altri comuni del comprensorio, ci sono molte persone impossibilitate a recarsi autonomamente all’ospedale San Leonardo di Castellammare: per questo motivo, la chiusura notturna del primo soccorso e il blocco dei ricoveri in due reparti rappresentano una vera e propria tragedia». Sul caso è intervenuto anche Alfonso Longobardi, vicepresidente della commissione regionale Bilancio, originario della città dei Lattari. «L’ospedale di via Marianna Spagnuolo è un fiore all’occhiello della sanità regionale e non si tocca – afferma – Al contrario, va rilanciato cercando di affiancare altre branche, quali la terapia del dolore e l’assistenza ai pazienti in coma vegetativo. Va altresì rilanciato – continua – il primo soccorso per fronteggiare le richieste di oltre 120mila utenti presenti nell’area». Anche i sindacati chiedono all’azienda un incontro per fare il punto della situazione. «E’ inconcepibile – affermano Antonio Cascone e Michele Costagliola, rappresentanti di Fsi e Nursping Up – che dopo aver atteso tantissimi anni l’apertura, aver stanziato e speso fondi per la costruzione dell’ospedale, oggi si parla di depotenziamento senza alcun confronto con sindacati e cittadinanza».
Il tecnico gialloblù alla vigilia dell’esordio in campionato contro la Virtus Entella: «Servono umiltà, fame e identità. Il gruppo lavora con serietà, ma servirà dare tutto su un campo difficile»