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Castellammare - Shoah, è scontro politico nel 'Giorno della Memoria'

Sica: ««Non nego ci possa essere un certo fascino del Nazismo». Scala: «Fascino solo in chi ha la testa bacata».

tempo di lettura: 4 min
28/01/2019 09:21:32

Scontro politico nel “Giorno della Memoria”. Un post sui social del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Ernesto Sica, fa infuriare Tonino Scala di Liberi e Uguali, che attacca il rappresentate di FdI e lo stesso sindaco Gaetano Cimmino.

«La Shoah, come tutti gli stermini di massa, è qualcosa di inaccettabile. Il Nazismo ha un fondamento materialista proprio come il comunismo, non c'e' nulla di spirituale ed ideale nel Nazismo». Ed ancora: «Non  nego ci possa essere un certo fascino del Nazismo, ma ciò si  limita solo ad un primo acchitto, perchè in fin dei conti il Nazismo provò ad imitare il Fascismo, fallendo miseramente e creando qualcosa  di molto diverso e distante dal Fascismo Italiano, che fu invece rappresentazione della volontà popolare, fu movimento con salde radici ideologiche e spirituali, strutturato da una ossatura culturale di alto profilo ….. L'uccisione di massa di quasi 6 milioni di Ebrei è frutto di menti malate che mai devono ritornare ! Così come le quasi 100 milioni di vittime del comunismo, delle quali gran parte provenienti dal passato ed altra parte purtroppo ancora provenienti da regimi comunisti moderni. Essere discriminati in maniera aprioristica è semplicemente odioso. Mai più stermini di massa. Mai più Shoah». Questo quanto Sica ha proposto ai suoi “amici social”.

Pronta la dura replica di Scala. «Non lo nego, consigliere, ma esercita fascino solo in chi ha la testa bacata» dice il rappresentante di LeU. «Questa volta non me la prendo con Ernesto Sica che nel giorno della memoria, a poche ore dalla commemorazione dei fatti di Piazza Spartaco, 21 gennaio, che bagnarono Palazzo Farnese con il sangue grazie all'odio fascista, ha scritto, come da acclarata “giurisprudenza lessicale” in merito, un post farneticante. Una espressione che fa venire i brividi, ma in linea con il suo pensiero che prova ad esternare ad ogni piè sospinto, dai giocatori francesi allo striscione con le ss. Lui è così, c'è poco da fare, ma non bisogna accettarlo, bisogna contrastarlo con le armi della ragione che sembra essere svanita da chi ha vinto le elezioni amministrative».

Quindi l’attacco al sindaco. «Il fascismo, il nazismo non sono pensieri, ma crimini. Il problema vero è la maggioranza che prova non solo ad ingraziarselo sulla questione dei migranti e del decreto sicurezza, ma votandolo addirittura come presidente della commissione statuto e regolamenti. E non bastano nemmeno le timide prese di posizione da parte del sindaco. Qui la vicenda è più complessa. Mi rivolgo in primo luogo al sindaco, poi al presidente del consiglio comunale, poi ai consiglieri comunali e agli assessori. Rivolgendo loro alcune domande. Può un uomo con queste idee esercitare il ruolo di presidente della commissione statuto e regolamenti? Può una maggioranza consiliare seguire queste farneticazioni addirittura andando oltre il decreto sicurezza? Qui è necessaria una presa di posizione chiara, non bastano più i post, i comunicati con i quali si prendono le distanze. Siamo di fronte a delle affermazioni che vanno contro la Costituzione, che ledono il buon senso, che provano a revisionare la storia di questo Paese condizionando la Città medaglia d'oro al valore civile per la Resistenza. L’indifferenza generale e collettiva di questa maggioranza, è come il silenzio complice di Caino. Ciò che accaduto e che accadrà ancora, le continue provocazioni e affermazioni di un pensiero sconfitto dalla ragione umana che per fortuna vince sempre, sono uno schiaffo al buon senso e ai valori connaturati nell'io più profondo della nostra città che non può essere mortifica continuamente con 
l’aiuto di alcuni e con il silenzio complice di altri che rimangono spettatori. C'è poco da fare siete complici» conclude Scala.

Sull'episodio è intervento anche il locale circolo DemA. «A parte  che per la completa ignoranza degli eventi di cui si parla - scrivono in una nota - , la sintassi irrazionale degna di un pensiero violento, le frasi sconnessamente assemblate, pongono il consigliere comunale della città di Castellammare di Stabia, passibile di denuncia in base alla legge 645/1952.  Di fronte a questo palese negazionismo, Dema Stabiae ne richiede le dimissioni, in nome del rispetto delle Istituzioni, del ruolo che occupa e della Costituzione».

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