Lenzuola bianche esposte ai balconi, uno striscione affisso nella piazzetta antistante il Comune e persino la proposta di una serrata di negozi sulla quale si esprimerà l'Ascom a breve. Così la città di Pimonte esprime solidarietà ai due vigili sospesi dalla Procura della Repubblica in quanto accusati di aver «aggiustato» delle contravvenzioni. Da ieri mattina in piazza Roma e nelle varie frazioni del paese sono comparse le lenzuola bianche ai balconi di ogni palazzina. Un segnale di solidarietà verso il comandante Pietro Apuzzo e l'agente Giuseppina Chierchia, che a seguito del divieto di dimora sono stati costretti a cambiare domicilio in attesa della conclusione del processo. «Pietro e Pina, siamo con voi»: questo è il contenuto dello striscione, firmato da decine di pimontesi, comparso all'alba di ieri a pochi metri dalla casa comunale. Uno stendardo lungo circa cinque metri, che non è passato inosservato anche agli occhi del primo cittadino e degli amministratori comunali. «Si tratta di una iniziativa spontanea - ha affermato il sindaco Giuseppe Dattilo - attuata da semplici cittadini. Per quanto ci riguarda invece aspettiamo il corso della giustizia prima di dare giudizi precisi sulla vicenda che ci lascia una difficoltà anche di gestione del corpo di vigili, visto che con l'allontanamento del comandante e di una vigilessa, possiamo disporre momentaneamente di un solo agente». Ieri mattina intanto i due agenti sono stati ascoltati dai magistrati torresi. I loro legali hanno chiesto l'immediata revoca del divieto di dimora che, almeno per il momento, non è stata accordata. La bufera è esplosa la scorsa settimana, con la notifica dell'obbligo di divieto di dimora sul territorio di Pimonte firmato dal gip della Procura di Torre Annunziata. Secondo gli inquirenti i due vigili hanno modificato circa 100 verbali di contravvenzioni, riducendo l'importo delle multe ad amici e conoscenti. Tutto ha avuto inizio la scorsa primavera, quando i carabinieri del nucleo operativo stabiese avviarono le indagini a seguito di numerose denunce fatte da alcuni cittadini. Una lunga e intensa attività, che ha portato all'amara conclusione per i due agenti pimontesi che, secondo le accuse, avrebbero arrecato un grosso danno anche alle casse del Comune.