giovedì 29 ottobre 2020 - Aggiornato alle 08:11
adraporte
StabiaChannel.it
adraporte
Terza Pagina

''Terra dei Fuochi'', è allarme criminalità. Attivismo, buona politica e riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti per rendere la Campania nuovamente felix


Terminato il lockdown, il fenomeno dei roghi tossici è tornato alla media di circa 190 al mese evidenziando i limiti di un sistema da rivoluzionare per il bene dei cittadini e dell’ambiente

pavidas
   Foto Google

Una mera illusione. Il calo del 20% dei roghi tossici durante il lockdown è solo un lontano ricordo, nelle ultime settimane si è tornati alla media di circa 190 combustioni illecite al mese. Un dato allarmante frutto anche dei limiti di una raccolta differenziata che, basata più sulla qualità che sulla quantità, l’emergenza Covid-19 ha contribuito ad evidenziare. «La riorganizzazione del sistema di gestione di rifiuti rappresenta la base da cui partire per salvaguardare l’ambiente – ha spiegato Claudia Salvestrini, direttrice del Polieco –, i limiti di una raccolta differenziata improntata sulla quantità piuttosto che sulla qualità sono emersi con ancor maggiore evidenza durante l’emergenza Covid-19. La carenza di impianti di riciclo rende ancora più rischiosa la situazione, i flussi di rifiuti vanno all’estero o, alla fine della loro lavorazione, contribuiscono all’innalzamento del numero di roghi che si verificano ormai da anni nella “Terra dei Fuochi” e non solo. Dobbiamo rivoluzionare il nostro sistema, dirigendoci verso una economia green. È arrivato il momento di puntare sulla ricerca tecnologica, di promuovere l’impresa nel settore del riciclo. Occorre una politica in grado di generare strumenti normativi chiari e semplici, senza perdere mai di vista l’importanza dei controlli e della tutela della concorrenza leale». Analisi, di fatto, confermata dalle statistiche che hanno visto l’Arma dei Carabinieri sequestrare in sei mesi, nelle province di Napoli e Caserta, ben 189 aziende ree di smaltire illegalmente i rifiuti. Ed è proprio questo il territorio, rinominato “Terra dei Fuochi” e compreso tra la provincia di Napoli e l'area sud-occidentale della provincia di Caserta, interessato dal fenomeno delle discariche abusive e dell'abbandono incontrollato di rifiuti urbani e speciali, associato, spesso, alla combustione degli stessi. Un’area geografica stremata dall’illegalità, come dimostra la presenza, nella zona sud-est della città di Caserta, de Lo Uttaro, una delle discariche abusive più grandi del Paese. Lì, negli ultimi 30 anni, le cave di tufo dismesse sono state utilizzate come luoghi di abbandono di rifiuti solidi urbani e industriali di ogni provenienza. Complessivamente, si stima ci siano più di 6 milioni di metri cubi di rifiuti interrati nell’area. Un luogo di morte e inquinamento che un gruppo di attivisti intento a difendere la propria terra ha scelto con coraggio di tutelare partecipando anche alle riunioni tecniche in prefettura ed evidenziando le criticità della zona in termini di sversamenti di rifiuti. La quantità esatta di spazzatura che giace sul territorio non è quantificato, per farsene un’idea ci si può attenere al rapporto di Legambiente del 2013 che ha censito ben 82 inchieste per traffico di rifiuti dal 1991. Nel dossier si fa riferimento ad oltre 10 milioni di tonnellate di spazzatura. La conseguenza di tutto ciò si riflette sulla pelle dei cittadini, un dossier dell’Istituto superiore della Sanità, redatto nel 2015 in collaborazione con la Procura di Napoli nord, ha certificato che nei comuni presi in esame 354.845 abitanti (pari al 37% della popolazione) risiedono entro 100 metri da almeno un sito di stoccaggio illegale. Nell’area sotto osservazione, nella maggior parte dei singoli comuni, si osservano in entrambi i generi (maschile e femminile) eccessi di mortalità (periodo 2008-2015) e di incidenza (2008-2012) per tutti i tumori, oltre a malattie del sistema respiratorio. Nonostante l’attivismo sia il primo argine di difesa del territorio, spesso gli attivisti sono visti con scetticismo da chi dovrebbe invece sostenerli. Un contesto grottesco per quella che una volta era la Campania Felix, un’area geografica ricca e rigogliosa, dedita a molteplici tipologie di coltivazioni. Qui, tra stradine e centri abitati, è ancora possibile ammirare tracce di ville romane dei politici o dei membri della classe patrizia che sceglievano queste zone per villeggiare. La Campania produce oggi circa 2,57 milioni di tonnellate l’anno di spazzatura urbana, di cui solo il 53% con la raccolta differenziata segue la strada del riciclo. Il resto dei rifiuti indifferenziati, invece, viene smaltito dall’inceneritore di Acerra. Spesso però l’impianto, nonostante sia tra i più grandi d’Europa, non riesce a soddisfare la domanda e la Regione è costretta ad esportare fuori dai suoi confini circa 350mila tonnellate di rifiuti in eccesso. Un vero e proprio dispendio di denaro. Quando il sistema va in affanno, come nella famosa crisi del 2007/2008 che poi portò alla costruzione dell’inceneritore di Acerra, i rifiuti si ammassano a valle del trattamento, provocando malcontento, rischi sanitari e dando il via ai famosi roghi dolosi, molti dei quali tossici e appiccati dalla Camorra. «Se gli impianti non si fanno è perché il più delle volte è il legislatore ad essere bloccato dall’opinione pubblica. Il tema dei roghi dei rifiuti deve partire dal motivo scatenante degli incendi, appiccati come forma alternativa di smaltimento dei rifiuti», ha spiegato il viceprefetto Filippo Romano, incaricato nazionale sul contrasto dei roghi dei rifiuti, in occasione del Forum Polieco sull’economia dei rifiuti, patrocinato dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole, tenutosi lo scorso 2 e 3 ottobre presso l’Hotel Royal Continental di Napoli.  
«Il crimine organizzato parla con la finanza per stringere accordi, servendosi poi dei politici come meri esecutori dei patti fatti altrove, ad altro livello. C’è il forte rischio che il diritto sia orientato dalla finanza e non dalla politica come interesse pubblico. Di denaro la criminalità organizzata ne dispone senza limiti, ed attraverso quel tipo di rapporti ha il vantaggio di immetterlo come gli affluenti in un fiume, lì dove le acque si fondono e confondono. Le strategie devono essere di lungo respiro e non di comodo come la scopa che nasconde la polvere sotto il tappeto senza demonizzare certi beni, quali la plastica e prodotti consimili, che fanno ormai parte della vita di ogni giorno. Si smetta di utilizzare il riferimento alla tutela dell’ambiente solo per fini propagandistici e di facciata, così si favorisce la criminalità ambientale» ha sottolineato, durante il Forum, Roberto Pennisi, Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.


«Quando l’emergenza da temporanea diventa cronica si trasforma in qualcosa di pressoché definitivo e questo accade laddove la politica è sottoposta a pressioni e a controlli di interessi privati che orientano l’opinione pubblica anche attraverso l’uso distorto dei mezzi di informazione. Se poi nei territori in emergenza c’è anche una forte incidenza della criminalità organizzata, è chiaro che gli interrogativi diventano importanti anche sull’azione di controllo che non viene esercitata e che crea dei meccanismi perversi» ha sottolineato a tal proposito il senatore Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia.
Il collegamento tra smaltimento dei rifiuti e organizzazioni criminali è d’altronde strettissimo nell’area della “Terra dei Fuochi”. Ad Acerra, in particolare, i magnati di cemento e compost erano i fratelli Pellini, arrestati proprio grazie allo sforzo degli attivisti in quanto le aziende dei due imprenditori, condannati a sette anni di prigione, sversavano finto compost sui terreni coltivati spacciandolo per vero fertilizzante. Secondo i dati della fondazione OpenPolis, i rapporti tra istituzioni e malavita rappresentano un male da estirpare in Campania alla luce dei 110 commissariamenti per infiltrazione mafiosa dal 1991 al 2020, di cui 97 nelle province di Caserta e Napoli.

I roghi dei rifiuti, più frequenti nelle campagne o ai bordi delle strade, hanno destato enorme preoccupazione nelle popolazioni locali a causa dei fumi che si sprigionano e delle sostanze inquinanti che possono riversarsi sui terreni agricoli. Un fenomeno che ha indotto il Governo nazionale e regionale ad adottare numerosi provvedimenti o iniziative. Tra questi vi è il Piano Regionale “Terra dei Fuochi”, le cui attività sono iniziate il 12 maggio 2014 e consistono nel campionamento di matrici vegetali in campo, uova di piccoli allevamenti rurali, latte e alimenti zootecnici in allevamento in 120 comuni della regione Campania, tra cui anche i 90 comuni individuati dal “Patto della terra dei Fuochi”. Nel caso di esito di parametri non conformi nei prodotti campionati, oltre ai provvedimenti di tipo sanitario come il sequestro e la sottrazione alla commercializzazione, ARPAC affianca i servizi sanitari locali sia nelle indagini ambientali di acque di falda e suolo che nell'identificazione della fonte di contaminazione. Attualmente i comuni campani che sono compresi nel territorio della “Terra dei Fuochi” sono 90, di cui 56 nella provincia di Napoli e 34 nella provincia di Caserta, con una popolazione esposta rispettivamente di 2.418.440 e 621.153 abitanti (fonte ISTAT 2014). Si tratta di quelle amministrazioni comunali che hanno aderito al “Patto Terra dei Fuochi” nell'ambito del quale i primi cittadini hanno sottoscritto un documento con cui si impegnano ad adottare misure di contrasto al fenomeno dei roghi dei rifiuti abbandonati su strade e aree pubbliche o soggette a uso pubblico. Con lo stesso documento i sindaci si sono impegnati ad attivarsi per la tempestiva rimozione dei rifiuti, seguendo anche le linee guida appositamente elaborate da ARPAC nell'ambito del suddetto Patto. Preziosa è in tal senso anche la mappatura dei terreni agricoli della Regione Campania, eventualmente interessati da contaminazioni a causa di sversamenti o smaltimenti abusivi di rifiuti anche mediante combustione e la successiva classificazione ai fini dell’uso agricolo, in applicazione del D.L. 136/2013 convertito in Legge n° 6 del 06.02.14.
«Il controllo ambientale non può prescindere da un corretto funzionamento delle Arpa – ha spiegato il Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Raffaele Piccirillo –, ci sono Agenzie regionali per l’ambiente che ben funzionano in alcune regioni come Toscana ed Emilia, ma non in altri territori e questo è un punto dal quale non si può più prescindere se l’obiettivo è uniformare una politica ambientale in grado di fornire risposte adeguate. Il deficit impiantistico in tema ambientale è innegabile così come lo è la farraginosità dell’iter burocratico che consente alla criminalità di annidarsi, approfittando della paralisi decisionale». E il tutto incide sulla salute dei cittadini. «La mia preoccupazione sono gli screening che purtroppo in questo periodo di emergenza Coronavirus non sono stati fatti – ha evidenziato il Viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri in occasione dell’incontro “L’emergenza fra roghi di rifiuti e Covid-19 recentemente tenutosi a Casal di Principe –, quindi ora qui bisogna fare un investimento importante per farli. Penso a questa area funestata da patologie neo plastiche legate all'inquinamento ambientale. In particolari territori dove, come quello del casertano, l’incidenza delle patologie neoplastiche è particolarmente forte, avvieremo degli screening oncologici con attenzione al tracciamento dei metalli pesanti, utili anche ad elaborare nuovi marcatori tumorali». Neanche il lockdown per l’emergenza Covid-19 è riuscito, d’altronde, ad arrestare il fenomeno dei roghi nella “Terra dei Fuochi”. Pur essendosi registrato un calo del 20%, sono stati rilevati ben 81 incendi, di cui 38 a marzo e 43 ad aprile. E già nei primi 20 giorni di maggio si è tornati alle medie standard con 196 roghi censiti tra Napoli e Caserta. Dati che hanno spinto le istituzioni ad attuare una vasta operazione estiva di verifiche sul campo che hanno visto la collaborazione delle Prefetture di Napoli e Caserta con le questure e le forze di Polizia di entrambe le province. In azione 23 equipaggi per un totale di 54 unità interforze appartenenti al Raggruppamento Campania dell'Esercito, al distaccamento di Nola della Polizia Metropolitana di Napoli, alla Guardia di Finanza territoriale di Nola (Na), ai Carabinieri Forestale di Marigliano (Na), alla Guardia di Finanza ROAN di Napoli, alla Polizia di Stato di Nola (Na), alla Guardia di Finanza Territoriale di Capua (Ce), all'unità cinofila della Guardia di Finanza di Aversa (Ce), alla Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere (Ce), alla Polizia Municipale di Capua (Ce), alla Polizia Provinciale di Caserta (Ce) e all'ARPAC di Caserta. Una autentica battaglia che uomini e donne del territorio sono pronti a combattere al fianco delle istituzioni per il futuro del territorio e dei propri figli. Perché il futuro è di chi è pronto a scendere in campo per costruirselo.



''Terra dei Fuochi'', è allarme criminalità. Attivismo, buona politica e riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti per rendere la Campania nuovamente felix

domenica 18 ottobre 2020 - 21:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli ultimi articoli di Terza Pagina

Questa notte torna l'ora solare, lancette indietro di 60 minuti

Campania - Concorso straordinario scuola, il CNDDU sollecita per uno spostamento

Boscoreale - 'Benessere giovani', oltre sessanta ragazzi investono sul futuro del territorio

Campania - Annarita Patriarca capogruppo Forza Italia in regione

Torre del Greco - Banca di Credito Popolare, mattinata di Educazione Finanziaria

Campania - Covid, Tar respinge ricorso contro scuole chiuse

Idrability: GORI presenta il 'Bilancio di sostenibilità ambientale'

La prevenzione non va in lockdown: alla manifestazione tennis & friends 2020 un messaggio di cura e protezione con le mascherine

Capri - Inaugurato il collegamento elettrico con la terraferma



Sponsor
CIL
dg informatica adra bcp poldino auto somma somma point Rionero Caffè Futura Costruzioni srl ScuolaLex
dg informatica adra bcp poldino Berna auto somma somma point Rionero Caffè
Futura Costruzioni srl ScuolaLex
 
StabiaChannel.it

I PIÚ LETTI DEL GIORNO

StabiaChannel.it
StabiaChannel TV

I PIÚ VISTI DELLA SETTIMANA