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Napoli tenta di rinascere attraverso la tecnologia blockchain

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Quando nel mese di aprile il Comune di Napoli aveva annunciato l’istituzione di un gruppo di lavoro composto da esperti per elaborare ed eventualmente attuare obiettivi legati alla tecnologia blockchain, lo scetticismo attorno a questa iniziativa da parte del Sindaco De Magistris era notevole.

In estate però, sul sito del Comune partenopeo, sono comparsi i primi aggiornamenti da parte del gruppo di lavoro e da quel momento lo scetticismo ha lasciato spazio alla sorpresa e all’entusiasmo. Tutto è arrivato al culmine lo scorso 5 ottobre, con l’atto formale di approvazione della delibera della Giunta comunale volto “all’introduzione dell’utilizzo della tecnologia blockchain nei processi dell’Amministrazione comunale, di avvio dello studio di fattibilità per la generazione, distribuzione e utilizzo di una valuta virtuale digitale e/o token legata all’economia della città”.

In pratica durante il primo periodo di sperimentazione in alcuni punti vendita della città (saranno sei per il momento) sarà possibile per qualsiasi persona che in precedenza abbia potuto comprare iota, bitcoin, ethereum o altre criptovalute, andare alla cassa dei suddetti punti vendita ed eseguire regolarmente l’acquisto di merce tramite il proprio smartphone. A quel punto il commerciante potrà decidere se convertire la criptovaluta in Dollari Americani o Euro, oppure mantenere la moneta digitale e iniziare lui stesso a comprare con criptovaluta.

Terminato il periodo di prova e valutato il volume d’affari realizzato, il gruppo di lavoro deciderà se procedere con lo step successivo, ovvero ipotizzare una criptovaluta e/o token “made in Napoli”.

Come evidenziato dal sindaco napoletano lo scopo di quella che a prima vista potrebbe sembrare una boutade pubblicitaria, non è solamente quello di rendere Napoli una delle prime città in Europa ad essere aperta verso coloro che sempre più frequentemente decidono di utilizzare criptovalute nelle transazioni commerciali.


Quello che il primo cittadino ritiene ancora più importante è di modernizzare e rendere più efficiente la macchina burocratico amministrativa del Comune attraverso la tecnologia blockchain.

L’utilizzo di questa tecnologia molto innovativa permetterà, infatti, all’amministrazione pubblica di gestire graduatorie, atti amministrativi e database pubblici introducendo una maggiore certezza e sicurezza nel servizio reso al cittadino. Per questo basti pensare a quelle che sono le promesse dei cosiddetti “smart contracts” realizzabili attraverso la piattaforma di ethereum, per capire le enormi potenzialità che questo settore potrebbe avere all’interno dell’amministrazione pubblica.

Sul sito del Comune di Napoli già si intravedono i primi obiettivi operativi verso cui convergere i primi sforzi. Tra i progetti in fase di studio ci sono infatti votazioni basate su blockchain, donazioni e pagamenti in criptovalute, memorizzazione documentale su blockchain con l’auspicio di risolvere anche i problemi di appalti e corruzione come quelli che hanno colpito i Comuni di Napoli e Caserta lo scorso anno.

Sarà molto interessante seguire i risultati degli incontri e della sperimentazione di questo progetto. In esso, sono state coinvolte molte persone volontarie intente a trovare una soluzione che potrebbe rilanciare con forza il ruolo di Napoli come leader italiano nel campo delle criptovalute, attraverso un indotto e percorsi di studio ad hoc che potrebbero risollevare la deficitaria economia della città partenopea.


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mercoledì 10 ottobre 2018 - 11:42 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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