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Una catastrofica eruzione risalente a 29 mila anni fa, la cui potenza arrivò a coprire buona parte del Mediterraneo. Tale eruzione prende il nome di Masseria del Monte dei Campi Flegrei e le sue origini erano rimaste nell’ignoto per molti anni. Oggi non solo si è riusciti a scoprirne il punto di origine, ma addirittura la magnitudo, che sulla scala Richter ricoprirebbe i 6.6. A darne conferma sono stati gli esperti dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igag), dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Le ricerche sono state portate a termine anche grazie all’aiuto di università britanniche, quali Oxford, Durham e St Andrews.
«Abbiamo svolto delle indagini stratigrafiche e geochimiche nella periferia settentrionale di Napoli –ha spiegato Roberto Isaia, ricercatore dell'Ingv a Repubblica- e siamo riusciti a risalire all’origine dell’eruzione. Grazie, inoltre, ad ulteriori elaborazioni grafiche lavorate al computer, è stato possibile ricostruire l’evento e la stima della sua magnitudo in maniera simultanea.» L’eruzione fu molto simile a quella del Tufo Giallo di Napoli, i cui detriti hanno poi formato un’intera area ricoperta di tufo. «L’eruzione del Tufo Giallo è la seconda più grande della storia dei Campi Flegrei. Tuttavia, non abbiamo documentazioni sufficienti per comprenderne l’intensità.»
Il ricercatore ha poi concluso, dicendo: «Sappiamo per certo che quella eruzione fu inferiore all’eruzione dell’Ignimbrite Campana, evento apocalittico risalente a circa 40 mila anni fa. Ricoprì non solo gran parte della regione Campania, ma addirittura si estese fino alla Pianura Russa.» Con la scoperta dell’eruzione di Masseria del Monte, il numero di grandi eruzioni avvenute nell’area vulcanica dei Campi Flegrei sale a tre.