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La cucina campana è una delle regine della nostra tradizione gastronomica nazionale. Rientrando pienamente nella dieta mediterranea offre una grande varietà di ingredienti e di piatti che assicurano all’organismo una dieta equilibrata e salutare.
Tra i cibi campani e tra i piatti tipici della nostra cucina ce ne sono alcuni ricchi di particolari sostanze, estremamente benefiche per il nostro organismo: i flavonoidi. Ma cosa sono e quali benefici apportano queste sostanze?
Tutto sui flavonoidi
I flavonoidi sono sostanze presenti all’interno di frutta, verdura e radici. Conferiscono ad ogni pianta e a ogni frutto la sua colorazione caratteristica e nel corpo umano assolvono a funzioni fondamentali per il mantenimento di un buono stato di salute.
Tra i molti studi che sono stati condotti sull’utilità di queste sostanze per il nostro organismo, alcuni hanno accertato che i flavonoidi sono in grado di migliorare sensibilmente la microcircolazione e che fungono da spazzini dei radicali liberi, contribuendo a rallentare l’invecchiamento cutaneo. Oltre a questo sono in grado di svolgere un’azione antinfiammatoria e antiallergica, prevengono l’ulcera e le malattie a carico del fegato.
Dove si trovano i flavonoidi?
Esistono diversi tipi di flavonoidi, distribuiti in varie specie vegetali. Fortunatamente molte di queste sono tradizionalmente inserite nella preparazione di piatti tipici della cultura enogastronomica campana.
Minestre e zuppe
Gli isoflavonoidi sono contenuti principalmente nei legumi e nei semi di soia. Se questi ultimi sono entrati soltanto di recente nell’alimentazione occidentale, i legumi sono parte integrante della cucina campana. Le zuppe di lenticchie o di fagioli sono quindi un toccasana per la salute, così come l’ottima pasta e ceci. Naturalmente l’apporto nutrizionale migliore si ottiene utilizzando legumi secchi, ma anche i prodotti in scatola mantengono buone quantità bioflavonoidi.
Contorni
L’insalata di rinforzo è un contorno immancabile sulla tavola delle feste. Si tratta di un’insalata a base di cavolo bollito e papaccelle (un tipo di peperone schiacciato e polposo): due ortaggi che contengono altissime quantità di flavoni e flavonoli.
Anche i più classici pomodori all’insalata sono un vero e proprio tesoro di flavonoidi: semplicissimi da preparare, sono un contorno perfetto per il periodo estivo.
Frutta
La mela annurca è un’eccellenza tutta campana. Questa piccola mela rossa dalla forma sferica ma schiacciata sui poli, è ricca di flavonoli e flavanoli.
Anche le pesche, che vengono coltivate principalmente nella fertile zona del vesuviano sono ricche delle stesse sostanze, esattamente come l’uva da cui si estrae il vino rosso.
Chi l’avrebbe mai detto che la regina delle serate estive, la classica percoca nel vino, fosse un concentrato di flavonoidi?
I limoni coltivati a Sorrento e in tutta la zona del salernitano sono famosi in tutto il mondo: come tutti gli altri agrumi contengono flavoni e flavanoni, soprattutto nella buccia. La buccia dei limoni si utilizza per la distillazione del famosissimo limoncello, un liquore da cui si ottiene anche una crema a base di latte. Come nel caso del vino, però, non è il caso di abusare di alcolici per integrare flavonoidi nella dieta!
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