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Coronavirus, il racconto da chi è costretto in casa dal virus. V numero

Scrivete le vostre storie e le vostre riflessioni a valeria@stabiachannel.it

tempo di lettura: 5 min
di Valeria Cimmino
15/04/2020 13:21:31
Coronavirus, il racconto da chi è costretto in casa dal virus. V numero

Prolungato l'isolamento fino al 3 maggio. “Forse”. Ebbene si, per la terza volta la data dell'uscita dalla fase 1, quella con le maggiori restrizioni, è stata di nuovo allungata. Altre tre settimane di isolamento in tutta Italia, fatta eccezione per la riapertura di librerie, cartolerie; tranne per alcune Regioni, fra cui la Campania, in cui riapriranno esclusivamente negozi di abbigliamento per bambini, due giorni alla settimana.

Chi si era rassegnato a trascorrere le feste pasquali da soli in casa, sperava almeno in una “rinascita” dopo la Pasquetta, per poter ripartire, seppur con limitazioni, ed iniziare una fase di ripresa, convivendo con il Coronavirus.

“É più che giusto continuare a fare sacrifici, per non vanificare gli sforzi ed i risultati ottenuti fino ad oggi” afferma la signora Pasqualina, 89 anni da Torre del Greco, uno dei comuni del napoletano, maggiormente colpito dai contagi.

Proseguono quindi i racconti della vostra esperienza durante l'isolamento, con testimonianze, con appelli, con pillole di saggezza, ma anche con narrazioni, volte a descriverci le vostre personali esperienze ed emozioni, attraverso la scrittura.

 

Sara Morricone, Castellammare di Stabia:

“Non era proprio nitido all’orizzonte il maestoso sterminatore, vulcano attivo che sonnecchiava cullato dal vocio di milioni di umani con i loro sferraglianti mezzi, giù nella vallata ai suoi piedi. Aveva oggi una cupola di soffici nuvole che a mo’ di sciarpa cingeva il suo cono aperto al cielo. Si stiracchiò lieve nelle profondità, qualcosa era cambiato. -Va a vedere che è successo, - chiese ad un rivolo di lava,- c ‘è troppo silenzio stamattina.- Il piccolino si contorse su se stesso e come una molla schizzò in alto e arrivato al tappo che ostruiva il cono stette ad origliare. Effettivamente. Silenzio innaturale. Uno stridio di uccelli in alto. -Mi dispiace padre, tutto tace là fuori e io non posso andare oltre.- -Non ti preoccupare, prendiamo l’altra via- e una striscia di fango bollente si collegò via mare alla solfatara. -Avete idea di cosa è stato?- -Un virus sta terrorizzando gli umani, chiusi in casa hanno paura di morire.- risposero le bollenti fangose - Hanno paura di morire?- - Si ed è pure una brutta morte, da soli, in ospedale.- -Sono sempre stati un po’ limitati ma così tanto da autodistruggersi non li facevo…- -I bambini però si salvano.- - E l’informazione a loro gliela passano?- - Che il mondo finirà? Mah, penso che la capiscano da soli ormai.- - Meno male così avranno più rispetto per la vita.- -Fai discorsi da sterminatore.- - Io sono me stesso. La morte è sé stessa, la vita è sé stessa. E’ l uomo che ha cercato di essere altro. Questo suono che è?- -Campane, padre, sono campane. Il suono della creazione… porta loro consolazione. Va’ a dormire ora padre, ancora per un bel po’. Questi bimbi hanno bisogno di crescere su una terra amica.- - Basta che l’informazione non la dimentichino più.- - Che il mondo finirà?- - No. Che loro finiranno.- E senza pietà lo Sterminatore adagiò il suo fuoco nelle viscere della terra. Tutto taceva intorno. Un vento leggero spazzò via le nuvole. Un sole caldo accarezzò il manto verde e una ginestra spuntò le sue foglioline gialle. I genitori chiusi in casa non si accorsero del bimbo che a gattoni raggiunse il balcone e rise giocando con il suo gattino. La risata argentina salì in alto e sorretta dal vento planò su tutta la vallata.”

 

Alessio Alfano, Castellammare di Stabia:

“Le occasioni in cui si è malati,
sono diventate ormai buone
per riflettere.
Una pausa dal lavoro e dallo stress
del mondo intorno a noi.
Una strana forma di pausa da
ciò che non ci piace eppure ci
sforziamo ad amare, perché fa
parte dell'ormai quotidiano vivere.
Il vivere per non morire dentro
ancor più di quanto già siamo.
Uno la vita se la immagina
diversa. Appunto, immagina!
Quando si è ancora piccoli...
l'immaginazione ci aiuta a
crescere ed a scontrarci con
la dura realtà.
Uno schifo di realtà!

Oggi ad essere malata è la nostra Nazione
e non importa se lo è per negligenza dei suoi politici
o per quella dei suoi "italiani strana gente"...
Lo è e basta!

Allora perché non tornare di nuovo bambini!?
Sì bambini, in questo periodo di forzata prigionia
riprendiamolo questo bambino che ci aiutava a
scontrarci con lo schifo di realtà in cui viviamo
e quando tutto sarà finito
lasciamolo giocare all'aperto con ogni aspetto della nostra vita!
E forse non sarà tanto più uno schifo di realtà,
ma l'inizio di una nuova vita
...di nuova Italia.”

 

Continuate a raccontarci le vostre esperienze, inviandole all'indirizzo mail: valeria@stabiachannel.it.

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