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Coronavirus, il racconto da chi è costretto in casa dal virus. IV numero

Scrivete le vostre storie e le vostre riflessioni a valeria@stabiachannel.it

tempo di lettura: 2 min
di Valeria Cimmino
06/04/2020 21:12:00
Coronavirus, il racconto da chi è costretto in casa dal virus. IV numero

Trascorso quasi un mese dall'emanazione del decreto, che ha improvvisamente stravolto gli stili di vita degli italiani, diverse continuano ad essere le reazioni della popolazione. Limitazioni di libertà, lontananza da amici e parenti o persone amate, interruzione di attività e progetti. Eppure spesso si perde di vista il vero dramma dell'emergenza Coronavirus, e si dimentica l'obiettivo fondamentale delle necessarie misure restrittive: contenere ed arrestare la diffusione del virus, sopravvivere e salvare vite, in attesa di un vaccino, unico strumento indispensabile per far si che le nostre vite ritornino alla normalità.

I più ligi, responsabili e dotati di buon senso sono da subito riusciti a riadattare le proprie abitudini, ed adoperarsi per resistere, a questa emergenza, nel migliore dei modi. Tante le attività in cui in molti si stanno cimentando, dedicando il forzato “tempo libero” ad attività casalinghe, come coltivare le proprie passioni, approfondire conoscenze, cucinare o dedicarsi alle pulizie domestiche. Lavorare da casa, studiare, seguire lezioni, dare esami e perfino laurearsi. Coltivare i rapporti con i componenti della propria famiglia, molto spesso, messi da parte, in una società che tende a preferire le relazioni con conoscenti attraverso i social network.

In attesa della cosiddetta “Fase 2” continuiamo a raccogliere le vostre testimonianze.
 

Rosa, Pompei:

“Ho 76 anni e per questo sono a casa già dal 2  marzo. Restate tutti a casa, fate uscire solo chi ci sta proteggendo, e andrà tutto bene.”

 

Giovanna Sorrentino, Castellammare di Stabia:

“Io sono serena, comprendo tutte le persone che hanno gli affetti fuori casa, per loro è molto più difficile. Io ed i miei bambini non usciamo di casa dal 5 marzo.  Mio marito è un infermiere e quando torna da lavoro fa lui la spesa. A me non pesa restare a casa, perché so che è giusto così e soprattutto perché è una protezione per noi stessi.  I bambini sono comunque molto gioiosi, sono sempre impegnati in attività: fanno i compiti, fanno attività sportiva in casa, cantiamo, balliamo e andiamo avanti. Anche i miei bambini hanno capito bene la situazione e non si lamentano, anzi sono gioiosi ed allegri ugualmente, sperano solo di riuscire ad andare al mare quest'estate. Questo è il loro unico desiderio.”

 

Continuate a raccontarci le vostre esperienze, inviandole all'indirizzo mail: valeria@stabiachannel.it

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