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Castellammare - Tutti al mare, una delibera che mortifica piuttosto che agevolare

Riflessioni di uno stabiese. Lettera alla redazione.

tempo di lettura: 2 min
24/06/2021 15:11:24
Castellammare - Tutti al mare, una delibera che mortifica piuttosto che agevolare

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta:


“Tutti al mare”

Un denominazione di una deliberazione dell’ente locale che fa pensare ad una iniziativa che nei fatti stravolge “usi e costumi”, abitudini, modi di porsi, per permettere a tutti, ognuno per come può e come vuole di concedersi un po’ di mare in una città marinara.

Leggendo il contenuto della delibera, o meglio dell’avviso che comunque presuppone una delibera di Giunta, si rimane sconvolti, mortificati, allibiti.

Sicuramente una decisione  in buona fede, scaturita da buone intenzioni, ma che non eliminano le disuguaglianze e le sofferenze delle persone fragili, che hanno perso il posto di lavoro, che non hanno lavoro, ecc...

Nuclei familiari a reddito zero (0), massimo 154, dal lunedì al venerdì (!!!!!), possono accedere gratuitamente ad alcuni stabilimenti balneari che hanno aderito al progetto usufruendo di 1 ombrellone e 2 sedie sdraio.

Insomma, le famiglie a reddito zero, (E tutte quelle oltre le 154?) che sicuramente hanno problemi di sopravvivenza, di bollette, di fitto, di mettere un piatto in tavola, potranno per una settimana farsi un bagno con i ricchi o con chi comunque può permettersi quei costi.

Quanto di più umiliante non credo ci possa essere. Non credo che per queste famiglie la priorità sia andare al mare e in stabilimenti con gente più agiata e far assistere a propri figli come i bimbi altri trascorrono la loro giornata. Con materassini, attrezzature varie, gelati, ghiaccioli ecc…

Andare per una settimana al mare in spiagge di “lusso” e poi all’ora di pranzo passare dalla Caritas o a ritirare il pacco alimenti. E via!!!!!

Ma chi ha pensato a questa brutta iniziativa pensa che una famiglia, con due , tre figli,  con un solo stipendio dignitoso e che riesce, sia pure con scelte oculate e sacrifici ad andare avanti, possa permettersi di frequentare quei stabilimenti? Be proprio no. Possibilità di potersi permettere un po’ di mare e soprattutto per i propri figli, non mortificando la propria dignità e senza sentirsi in imbarazzo, mortificato e appartenente ad una razza inferiore, ha bisogno di diritti. I diritti sono avere spiagge libere, semmai attrezzate come la legge prescrive. Ed ognuno ci va quando intende andare, con il suo panino, la borraccia dell’acqua portata da casa, e se può fitta un ombrellone, stende la sua asciugamano, o deposita la sua “mappatella” di vestiti e DIGNITOSAMENTE” usufruisce di un  suo diritto.

Insomma un provvedimento da cancellare.  

Giovanni Mura

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