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Castellammare - La scomparsa di Francesco Coccia, Ninì, per quanti gli vollero bene

 Promotore finanziario, è stato uno dei protagonisti della vita civile e culturale di Castellammare di Stabia, la città dove era nato e vissuto.

tempo di lettura: 3 min
15/04/2016 15:25:43
Castellammare - La scomparsa di Francesco Coccia, Ninì, per quanti gli vollero bene

Ci ha lasciato Francesco Coccia, Ninì per gli amici e per quanti gli vollero bene nella sua dinamica e variegata esistenza. Promotore finanziario, è stato uno dei protagonisti della vita civile e culturale di Castellammare di Stabia, la città dove era nato e vissuto. Proprio nelle ore immediate alla sua scomparsa è riemerso quel suo passato di solidarietà a partire dalla sua partecipazione alle sette edizioni della manifestazione Monumenti Porte Aperte- Napoli Sud organizzata dall’Associazione Stabia Duemila, per la riapertura e valorizzazione dei beni culturali della provincia di Napoli, all’impegno nel campo dello sport attraverso la Peugeot Talbot - Latte Berna Gragnano, squadra di pallacanestro femminile che raggiunse traguardi eccezionali fino alla Serie A1, come pure il ricordo di tante associazioni del comprensorio dei Monti Lattari, alle quali non fece mancare il suo apporto a favore dei beni culturali di queste zone. Si è dedicato con passione ed abnegazione al suo lavoro di promotore finanziario, raggiungendo traguardi di notevole importanza, classificandosi tra i primi in tutta Italia. E’ stato sempre vicino allo sport non solo come promotore, ma anche come atleta, sin dalla giovane età, praticando svariati sport quali corsa, marcia, tennis, ciclismo, pallavolo e scherma, entrando nel Circolo Nautico Stabia, ancora quindicenne, tra i primi soci-atleta.

E’ partito in punta di piedi, senza clamori, come senza clamore è stata la sua vita, pur appartenendo alla schiera di quanti lasciano il segno nell’esistenza terrena grazie alla sua concezione di vita del dare prima che del ricevere. Ha resistito oltre il consentito fin quando il suo cuore ha retto, ma poi convinto che il distacco dalla presenza terrena è solo un attimo d’attesa per destini verso un mondo nuovo, si è addormentato nella speranza di ricongiungersi nell’aldilà, con gli affetti più cari. Anche se è difficile trovare le parole idonee per ricordare la persona cara, non si può trascurare il suo grande da farsi per tutta un’attività di varia umanità a favore soprattutto delle giovani generazioni per le quali non ha esitato a tendere la mano nel campo delle varie attività che ne favorissero la crescita umana civile e culturale.

Se ne va un protagonista della vita civile di Castellammare, la sua Città, che amava e per la quale da alcuni anni a questa parte si rattristava per vederla ridotta allo stato di degrado in cui versa oggi, eppure mai abbandonava l’impegno civile e la speranza che Castellammare ritornasse ai fasti d’un tempo. Un impegno civile al quale non si è mai sottratto lungo l’arco della sua vita, non esitando a riconoscere la solidarietà quale valore fondamentale, e favorendo i valori educativi quali pilastri di una sana crescita civile della società.

Ci lascia come persona, ma rimane intatto il suo bagaglio di grande umanità, fatto di affetti sinceri, non di convenienza, improntati a grande rispetto, altruismo e generosità.

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