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Universiadi 2019 - Il marciatore Francesco Fortunato: «I sacrifici sono tanti, ma poi ti danno altrettante soddisfazioni»

«Prossimi obiettivi? I Giochi Olimpici di Tokyo 2020, ed abbattere il muro dell’1:22»

tempo di lettura: 2 min
di Giovanni Minieri
20/07/2019 11:09:54
Universiadi 2019 - Il marciatore Francesco Fortunato: «I sacrifici sono tanti, ma poi ti danno altrettante soddisfazioni»

Storie di resistenza. Puntando ad andare oltre i propri limiti per tagliare il traguardo davanti a tutti ed alzare le braccia al cielo per celebrare un’impresa epica. La marcia non è sport per tutti: altissimo coefficiente di difficoltà, ma soprattutto simmetrica progressione di passi mantenendo sempre un contatto saldo con l’asfalto, mai in totale sospensione. Francesco Fortunato è uno dei più grandi interpreti italiani della disciplina: titolo assoluto 2019 sia 5km indoor che nei 20 km su strada. L’atleta di punta delle Fiamme Gialle, dopo il quinto posto di Napoli condizionato da un clima caldo-umido non semplice da gestire ha due obiettivi ben fissi nella propria testa: la qualificazione per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, ed il muro dell’1:22 da abbattere attraverso il lavoro quotidiano svolto con estrema dedizione e applicazione.

Quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo della marcia?

"Ho iniziato nel 2009 a marciare da cadetto, prima facevo mezzofondo"

Un gesto tecnico per nulla banale: è stato semplice apprendere e poi affinare il movimento?

"Devo dire che il gesto tecnico mi è venuto subito naturale e spontaneo"

Qual è stata finora la vittoria più bella? Quella invece più sofferta?

"La vittoria più bella è stata il mio primo titolo italiano outdoor sui 20km, Cassino 2017. Quella più sofferta, non è stata una vittoria assoluta ma un risultato che per me ha contato tanto: il 9° posto in coppa del mondo in Cina l'anno scorso. È stata la gara più dura che abbia mai fatto".

Come si svolge una tua giornata tipo?

"La mia giornata tipo è molto semplice, come quella di ogni atleta: mangiare, allenarsi, riposare e poi ricominciare da capo".

Quanto sudore c’è dietro ogni trionfo internazionale?

"I sacrifici sono tanti, ma se fatti con passione ti danno altrettante soddisfazioni"

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Abbattere il muro dell’1:22 è impresa possibile?

"Il prossimo obiettivo è migliorare e qualificarmi per l'Olimpiade. Il muro dell'1h22 è sicuramente battibile, avverrà quando sarà il momento"

Le condizioni di caldo-umido tipiche dei percorsi prossimi al mare hanno condizionato la tua performance?

"Il caldo umido ha sicuramente condizionato la gara. Infatti i tempi sono stati generalmente lenti per tutti"

Cosa ha significato per te partecipare ad un evento come l'Universiade?

"Gareggiare a Napoli è stato molto bello. Fin dall’inizio in tanti hanno fatto il tifo per me, ed ho sentito davvero una carica in più"

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