Un documento comune tra i sindaci dei Monti Lattari, penisola sorrentina e costiera amalfitana sul nuovo Piano Paesaggistico Regionale, per chiedere una tutela del territorio “equilibrata”, ovvero senza dimenticare le esigenze di chi lo abita. Si è svolta questa mattina in Regione Campania una riunione per portare le ragioni di Pimonte e degli altri comuni del circondario. “Il nuovo Piano deve rappresentare una svolta e un’opportunità per i nostri territori – afferma il sindaco Francesco Somma – evitando di riproporre le difficoltà e le rigidità che il Put ci impone quotidianamente. Nei giorni scorsi – continua – abbiamo lavorato molto alla costruzione di un documento condiviso, con l’assessore Alberto Grosso, l’ingegnere Giovanni Staiano e tutti gli amministratori e gli uffici tecnici dei Comuni della nostra area”. Per ogni Ente sono state individuate e messe nero su bianco le principali criticità, con proposte e osservazioni concrete. Oggi quel lavoro è arrivato in Regione. “La nostra posizione è semplice – a parlare è ancora Somma - nessuno più di chi vive e amministra questi territori può difenderne il paesaggio e conoscerne le esigenze.
Non chiediamo meno tutela. Chiediamo una tutela equilibrata, concreta e compatibile con la vita delle nostre comunità, che consenta di proteggere il territorio, ma anche di garantire sicurezza, servizi, riqualificazione e diritto all’abitare”. E quindi le conclusioni.
“Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché le criticità evidenziate vengano affrontate e trovino spazio nel nuovo Piano Paesaggistico Regionale. Il paesaggio va difeso. Ma va difeso insieme a chi lo vive ogni giorno. Pimonte continuerà a fare la propria parte, con serietà, competenza e tantissima determinazione affinché il principale strumento di pianificazione territoriale e di tutela del paesaggio veda come protagonisti i Comuni che vivono i territori e non la sola burocrazia dei vincoli”.
A cento giorni dallo scioglimento del consiglio comunale Castellammare di Stabia, l’ex primo cittadino presenta ricorso contro la decisione del consiglio dei ministri.