Dopo 25 anni di attività, anche lo storico punto vendita Intimissimi di via Nocera si prepara a chiudere le porte. Ad annunciarlo è stato lo stesso negozio attraverso un messaggio pubblicato sui social, rivolto ai clienti che nel corso di un quarto di secolo hanno frequentato l’attività, costruendo un rapporto che, nelle parole dei titolari, è andato ben oltre il semplice acquisto.
«Care clienti, dopo 25 anni di sorrisi e confidenze, il nostro negozio chiude», si legge nell’annuncio. Un saluto accompagnato da un ringraziamento a chi ha scelto il punto vendita e a chi, nel tempo, ha preferito rivolgersi altrove: «Un GRAZIE immenso a tutte voi che ci avete scelto e fatto sentire speciali, ma anche a chi ha preferito andare altrove!».
Poche righe, dal tono affettuoso e senza polemiche, che segnano la fine di un’esperienza commerciale durata un quarto di secolo. Il messaggio non specifica le ragioni della chiusura, ma la notizia riporta al centro una questione più ampia: quale futuro attende i negozi tradizionali di Castellammare di Stabia, proprio mentre la città punta sul turismo per rilanciare la propria economia?
Via Nocera, una strada centrale ma poco attrattiva per lo shopping
La chiusura dell’Intimissimi si inserisce in un contesto urbano che presenta criticità evidenti. Via Nocera si trova in una zona centrale di Castellammare, ma da anni deve fare i conti con una viabilità problematica e con le condizioni precarie del manto stradale, segnato da dissesti che rendono meno agevole la circolazione.
La strada è attraversata quotidianamente da un intenso flusso di automobili, mentre la presenza dei pedoni appare meno significativa rispetto a quella che ci si potrebbe aspettare da un’area cittadina destinata anche alle attività commerciali.
È un paradosso che riguarda non soltanto la qualità della viabilità, ma anche la capacità di una strada di diventare un luogo nel quale passeggiare, guardare le vetrine e fermarsi a fare acquisti.
Un negozio vive infatti anche del contesto in cui si trova. La facilità di accesso, la possibilità di camminare in sicurezza, la qualità degli spazi pubblici e la presenza di altre attività commerciali contribuiscono a determinare l’attrattività di una zona. Quando questi elementi vengono meno, il rischio è che anche le strade centrali perdano progressivamente parte della loro funzione commerciale.
Non è possibile stabilire che siano state queste criticità a determinare la chiusura dell’Intimissimi di via Nocera. Il messaggio diffuso sui social non ne chiarisce le motivazioni. Tuttavia, le condizioni della strada rappresentano un elemento da considerare nel più generale ragionamento sul commercio cittadino.
Abbigliamento in difficoltà, avanzano bar e ristorazione
A Castellammare si osserva da tempo una trasformazione del tessuto commerciale: accanto alle chiusure di negozi tradizionali, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, si assiste alla diffusione di bar, locali di ristorazione e punti vendita self-service.
Una riconversione che non è necessariamente negativa in sé, ma che pone interrogativi sulla composizione dell’offerta commerciale e sul modello di città che si sta delineando.
Il commercio di abbigliamento, intimo e accessori si fonda su una combinazione di fattori: clientela abituale, acquisti d’impulso, passaggio pedonale, possibilità di confrontare prodotti e prezzi e rapporto diretto con il personale. La riduzione del numero di persone che passeggiano tra le vetrine può incidere su questo equilibrio.
Bar e ristoranti, invece, possono beneficiare di flussi legati alla socialità, al tempo libero e, nelle aree turistiche, alla presenza di visitatori. Anche queste attività, però, hanno bisogno di strade curate, spazi accessibili e una programmazione urbana capace di sostenerne lo sviluppo.
La questione, quindi, non è contrapporre il commercio tradizionale alla ristorazione, ma evitare che il ricambio delle attività produca un'offerta sempre più uniforme, con meno possibilità di scelta per i residenti e una minore varietà di negozi nelle strade della città.
Perché chiudono i negozi tradizionali?
Le ragioni che possono portare alla chiusura di un'attività commerciale sono molteplici. Tra i fattori che interessano il settore in generale figurano l'aumento dei costi di gestione, gli affitti, le spese per il personale e le utenze, la concorrenza delle piattaforme online e dei grandi centri commerciali, oltre al cambiamento delle abitudini di acquisto.
Per un punto vendita situato in una strada urbana, inoltre, la disponibilità di parcheggi, la qualità dei percorsi pedonali e la facilità con cui i clienti possono raggiungerlo possono fare la differenza.
La chiusura, tuttavia, diventa l'occasione per interrogarsi sulle condizioni in cui operano le attività commerciali stabiesi e sulle misure che potrebbero contribuire a mantenerle vive.
Il turismo può rilanciare Castellammare, ma non basta
Castellammare di Stabia sta cercando di rafforzare la propria vocazione turistica, valorizzando il patrimonio storico e culturale, il lungomare, il rapporto con il mare e la posizione strategica alle porte della penisola sorrentina e dei siti archeologici vesuviani.
Il turismo può generare nuove opportunità economiche, sostenere l'occupazione e aumentare la domanda di servizi. Ma la crescita dei flussi turistici non si traduce automaticamente in un beneficio per tutte le attività commerciali, né in un rilancio uniforme delle diverse zone della città.
Perché questo avvenga, occorre che i visitatori possano vivere il centro urbano, muoversi a piedi, scoprire le strade commerciali e trovare un'offerta diversificata. Allo stesso tempo, i residenti devono poter continuare a frequentare i negozi di prossimità e trovare servizi utili nella vita quotidiana.
Un centro che si orienta esclusivamente verso il consumo legato alla ristorazione rischia di trascurare altre esigenze, mentre una rete di negozi diversificata può contribuire a mantenere le strade frequentate durante diverse fasce della giornata.
Il rilancio turistico e quello commerciale, dunque, dovrebbero procedere insieme, attraverso interventi sulla manutenzione delle strade, sulla mobilità, sulla sicurezza pedonale e sulla valorizzazione delle aree meno frequentate.
La sfida per il commercio stabiese
La chiusura dello storico punto vendita di via Nocera non è sufficiente, da sola, a descrivere lo stato del commercio cittadino. È però un segnale che merita attenzione, soprattutto se inserito in una tendenza più ampia di trasformazione delle attività presenti sul territorio.
Per invertire eventuali processi di impoverimento commerciale non bastano iniziative isolate: servono una strategia urbana, il confronto con gli esercenti e interventi capaci di rendere le strade più accessibili e attrattive. Anche il monitoraggio delle aperture e delle chiusure, distinto per quartiere e settore, potrebbe aiutare a comprendere meglio l'evoluzione del fenomeno.
Intanto, per il negozio di via Nocera resta il valore di un rapporto costruito in 25 anni con la propria clientela. Un'attività che saluta la città con un ringraziamento, lasciando però aperta una domanda che riguarda l'intera Castellammare: come fare in modo che il rilancio economico e turistico non coincida con la progressiva scomparsa dei negozi che hanno accompagnato la vita quotidiana dei suoi abitanti?
A cento giorni dallo scioglimento del consiglio comunale Castellammare di Stabia, l’ex primo cittadino presenta ricorso contro la decisione del consiglio dei ministri.