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Castellammare-Vico, la sfida di Borrelli: «Il 30% delle spiagge sia libero»

Il deputato allarga il campo: non più soltanto l'accesso alla battigia, ma una proposta per cambiare l'equilibrio tra concessioni e libera fruizione del litorale.

tempo di lettura: 2 min
01/09/2026 18:26:19
Castellammare-Vico, la sfida di Borrelli: «Il 30% delle spiagge sia libero»

Dal caso di uno stabilimento a una proposta che punta a ridisegnare l’equilibrio dell’intero litorale. Francesco Emilio Borrelli alza il livello del confronto sulla libera fruizione del mare e annuncia di voler sottoporre ai Comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense una proposta: destinare almeno il 30 per cento delle spiagge in concessione alla libera fruizione.

È questo il nuovo fronte della battaglia avviata dal deputato, che dopo il confronto dei giorni scorsi è tornato questa mattina al Bikini per verificare il rispetto delle regole sulla battigia. Il controllo ha dato esito regolare: l’area risultava accessibile, anche nonostante l’alta marea. Ma il dato più significativo arriva ora, perché Borrelli vuole portare la questione fuori dal singolo episodio e trasformarla in una discussione sulla gestione complessiva della costa.

«Il 30% della spiaggia deve essere libero», ha ribadito, indicando una soglia che intende proporre alle amministrazioni locali come possibile nuovo parametro per gli arenili interessati dalle concessioni, in un senso più ampio e non limitato a casi singoli.

La questione riguarda quindi il rapporto tra gli spazi affidati ai concessionari e quelli che devono rimanere concretamente disponibili per cittadini e visitatori. Non soltanto la possibilità di raggiungere la battigia, ma la quantità di costa che deve essere sottratta a qualsiasi logica di accesso esclusivo.

È una posizione che Borrelli inserisce nella sua più ampia campagna contro quello che definisce il rischio di una progressiva «privatizzazione» del mare. Il tema, soprattutto nei territori costieri, incrocia interessi diversi: quelli degli operatori balneari, le esigenze dell’amministrazione e il diritto della collettività a utilizzare il demanio marittimo.

La vicenda del Bikini, dunque, resta soltanto il punto di partenza. Nei giorni scorsi Borrelli era entrato nello stabilimento insieme a numerosi cittadini e al medico Raffaele Scarpato, protagonista da anni di una battaglia giudiziaria sul diritto di accesso al mare attraverso l’area del lido. Dopo quel confronto, concluso senza incidenti, il deputato ha scelto di allargare il campo.

La proposta sarà ora portata ai Comuni, chiamati a confrontarsi su un possibile nuovo equilibrio tra concessioni e libera fruizione.

La domanda posta da Borrelli è semplice quanto politicamente rilevante: non soltanto se il mare sia accessibile, ma quanto mare debba essere lasciato realmente a disposizione di tutti.

Il 30 per cento diventa così la soglia attorno alla quale potrebbe aprirsi una nuova discussione sul futuro delle spiagge della costa stabiese e sorrentina. Una partita che supera il singolo stabilimento e investe direttamente il modo in cui viene concepito e utilizzato uno dei beni più contesi del territorio: il mare.

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