Superare una crisi politica che aveva messo in discussione la stabilità della sua giunta e trasformarla in occasione di rilancio nazionale: è questo il percorso intrapreso da Luigi Vicinanza. Il sindaco, sotto osservazione della commissione d’accesso e in piena fase di rottura con l’europarlamentare Sandro Ruotolo e le divergenze con la linea del segretario regionale Piero De Luca, non solo mantiene la guida del Comune, ma si prepara a portare l’esperienza di Castellammare nel dibattito sul futuro del Partito Democratico.
La tensione politica locale aveva raggiunto picchi elevati quando De Luca aveva lasciato intendere che fossero venute meno le condizioni per sostenere l’amministrazione. In questo scenario, il sindaco ha consolidato il supporto del gruppo consiliare dem, rimasto compatto al suo fianco, trovando così un equilibrio che gli consente di guardare oltre le divisioni.
La mossa chiave è la partecipazione all’incontro nazionale organizzato da Dario Nardella, ex sindaco di Firenze e figura di riferimento dell’area Franceschini, nell’ambito della manifestazione “Manifattura delle idee. Un futuro per l’Italia e per l’Europa”. Vicinanza siederà accanto ai principali sindaci italiani, tra cui quelli di Milano, Genova, Bari, Bergamo e Firenze, per confrontarsi sulla costruzione del programma elettorale del Pd, portando sul tavolo le esperienze concrete dei territori.
La partecipazione al confronto nazionale segna un momento simbolico: non si tratta solo di una presenza istituzionale, ma di un tentativo concreto di legare la politica locale alle strategie nazionali del Pd, dimostrando come anche in una fase di tensione interna sia possibile trasformare la criticità in opportunità di rilancio.
Per Vicinanza, la sfida resta duplice: garantire stabilità e governabilità a Castellammare sotto la lente della commissione d’accesso, e allo stesso tempo incidere nella definizione delle priorità politiche del centrosinistra a livello nazionale, valorizzando il ruolo dei sindaci come collegamento diretto tra cittadini e partito.
Le ragioni del No nelle interviste alla dott.ssa Criscuolo e al dott. D’Auria, quelle del Sì agli avvocati Migliucci e Balzano.