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Castellammare - Un Contratto Istituzionale di Sviluppo per Fincantieri, Porto e Centro Antico

Vozza scrive a Regione e Autorità Portuale: «Un piano regolatore e subito investimenti per il porto».

tempo di lettura: 5 min
10/02/2024 12:13:52

«A Ca stellammare di Stabia la produttività della cantieristica è in forte aumento, sia in termini di assistenza che nella costruzione navale. Rilevante la presenza di Fincantieri, la cui attività sarà caratterizzata da ulteriori investimenti, consentendo ulteriore occupazione, specialmente giovanile. Su questo scalo, inoltre, si ripone particolare attenzione allo sviluppo della pesca, con ampie potenzialità di sviluppo». Queste le recenti affermazioni del presidente dell'Autorità di siste­ ma portuale del mare Tirreno centrale, Andrea Annunziata, che hanno riportato in primo piano lo scalo stabiese, quello che fino ad oggi (vedi fondi del Pnrr) è ri­masto escluso da investimenti. La mancanza di un piano regolatore portuale aggiornato ha ulte­riormente rallentato ogni deci­sione anche alla luce del fatto che da anni si aspetta una solu­zione infrastrutturale per ade­guare alle nuove esigenze lo sta­bilimento Fincantieri che occu­pa buona la parte occidentale dello scalo.

Proprio per questo, l'ex sindaco Salvatore Vozza ha scritto una lettera indirizzata al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al Sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, ad Annunziata e alla Commissione Straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia. «Le notizie su Fincantieri,  l'impegno della Regione,  le recenti dichiarazioni del Presidente dell'Autorità  Portuale, aprono nuovi scenari e prospettive per il rilancio del Cantiere e per ampliare ancora di più le funzioni importanti che già si stanno svolgendo nel Porto Antico - scrive Vozza - Questa prospettiva nuova impone che si guardi in avanti, superando  critiche per i ritardi accumulati  nell'approntare  strumenti come il Prg del porto atteso da più di quindici anni, per l'esclusione di Castellammare nell'assegnazione dei fondi del 2021 del Pnrr  per i porti dell'ADSP  del  Tirreno  centrale  che  ammontano  a  ben  361  milioni  di  euro.  Dobbiamo auspicare   per  il  bene  delle  città  che  finalmente   si  siano   create   le  condizioni   per capovolgere la strana situazione di questi anni in cui, a fronte dei canoni versati e si tratta di  oltre  dieci  milioni  da  quando  nel 2007  il  Porto Antico  è  rientrato  nelle  competenza dell'Autorità Portuale di Napoli,     Castellammare  ha ricevuto in termini d'investimenti poco o niente. Marina di Stabia, Stabia Main Port (approdo per mega  e  gicayacht),  gli  operatori  per imbarcazioni da diporto, il Cantiere navale, con Terme Antiche, scavi, Reggia e Faito, rappresentano una forza e una caratteristica che rendono unica Castellammare rappresentando un concentrato di enorme valore. Il Cantiere, non solo per la sua storia, ma per il fatto che rimane l'unica realtà presente nel Mezzogiorno nel settore delle costruzioni, va salvaguardato e sviluppato. La Città deve saper far leva sulla forza del mare per far riprendere a navigare la propria economia e quella di un territorio più vasto. Anche per queste ragioni l'area dei due PORTI, che porta il segno degli ex manufatti produttivi abbandonati, dovrebbe essere sottoposta ad una riconversione virtuosa e coerente con le scelte già assunte . Lo sviluppo della linea di Costa, assieme al recupero dell'arenile e della balneabilità sono entrambi temi decisivi per lo sviluppo turistico legato al mare. Si tratta di uno scenario tante volte evocato e descritto, che poggiava anche su intese sottoscritte, molte volte, però, me ne rendo conto, ha subito battute d'arresto e colpi duri, come ci raccontano la stessa chiusura e la conseguente  distruzione delle Nuove Terme. Non sarà facile recuperare la fiducia dei cittadini e in primo luogo interessare le giovani generazioni. Anche per questi motivi occorre parlar chiaro. Credo nella possibilità che questo scenario possa diventare concreto, a condizioni che si smetta con le dichiarazioni, che si esca dai convegni e che si lavori a definire accordi con scadenze, compiti e risorse chiare. Serve ragionare su un progetto integrato che tenga conto del rapporto stretto che esiste tra Cantiere, Porto, Antiche Terme e Centro Antico. Il tema del ribaltamento a mare di Fincantieri, della riorganizzazione degli spazi portuali, delle Corderie, dell'abbattimento dei manufatti fatiscenti e della  riconversione  degli altri, per sottrarli all'abbandono e al degrado, è un tema forte . Deve camminare insieme, se non vogliamo che continuino a convivere sviluppo, degrado e spreco di risorse, con la tutela delle sorgenti, con il progetto per il recupero delle Antiche Terme per il rilancio del termalismo, con la riattivazione della stazione Terme, con la sicurezza e il recupero degli edifici del Cento Antico. Occorre lavorare a un piano ambizioso, a uno dei progetti da concordare con la Zes, che coinvolga, utilizzando cosi com'è avvenuto per gli scavi di Pompei, strutture nazionali e competenze. Si tratterebbe, cioè, attraverso un accordo tra soggetti pubblici con Fincantieri e d'intesa con  le parti sociali, di proporre al governo di destinare a quest'area un Contratto Istituzionale di Sviluppo per dar forza al ruolo di raccordo strategico di Castellammare tra la Penisola Sorrentina e Pompei e la "Costa del Vesuvio". Un progetto che avrebbe ricadute positive per l'intero territorio regionale oltre che per l'area Metropolitana di Napoli. Una decisa e condivisa iniziativa darebbe una spinta forte per verificarne la praticabilità» conclude Vozza.

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