Sul Solaro un cantiere fermo. Dopo dieci anni dalla chiusura delle Terme di Stabia, i lavori per costruire il nuovo ospedale sono ancora in attesa dello sprint, e i ruderi diventano bersaglio di vandalismo. Questa mattina, un gruppo di ragazzi ha staccato un pezzo della storica scritta "Terme di Stabia". L’ospedale sul Solaro, promosso dalla Regione Campania, rappresenta uno dei principali interventi per la città, ma il cronoprogramma fatica a trovare applicazione. Nei mesi scorsi i lavori di demolizione erano stati avviati in grande stile, con l’obiettivo di liberare i vecchi edifici delle Terme e di dare nuovo slancio all'area, ma ben presto tutto si è fermato. Oggi è un mix di ruderi, con segni di vandalismo che ne accentuano il degrado. Non solo ospedale. Anche il tram leggero Castellammare-Gragnano, pensato per collegare l’area nord con il centro e favorire l’interscambio verso il rione San Marco, è in stand by. C'è chi sarebbe pronto a sostenere che la sospensione sia dovuta a verifiche tecniche e possibili revisioni del progetto che potrebbero modificare tempistiche e funzionalità. L’ascensore inclinato tra la stazione Castellammare Centro e il Solaro, altro intervento strategico per la mobilità urbana, resta anch’esso fermo in attesa di pareri su parcheggi e impatto ambientale. La città vede così rallentare le grandi opere annunciate, con cittadini e residenti in attesa di segnali concreti. Il caso del Solaro diventa emblematico: tra ruderi, vandalismo e cantieri bloccati, emerge la difficoltà di tradurre le promesse della Regione in realtà operative. La città resta indietro sulle opere essenziali, con un futuro urbanistico e infrastrutturale sospeso tra burocrazia, progettazioni complesse e attese che si accumulano da anni.
L'analisi del tecnico gialloblù. «Ottimo primo tempo, nella ripresa sono riemerse le nostre lacune»