Una sola offerta pervenuta per l'area sportiva di Terme di Stabia e un futuro sempre più cupo per Sint. Nonostante ciò, il commissario liquidatore Vincenzo Sica non fa drammi e prova a calmare gli animi in attesa dell'apertura delle buste fissata per lunedì alle 12: «Non è detto che ci sia una sola offerta per le Terme. Ieri non ho ricevuto comunicazione dall'ufficio Protocollo e questa mattina non è aperto al pubblico. Io non so nulla di questa richiesta giunta al Comune. Quindi aspettiamo lunedì e poi decidiamo il da farsi. Una società sportiva ci aveva chiesto di prolungare il bando perchè voleva maggiori informazioni, dobbiamo valutare tutte le strade». Ma lunedì l'apertura delle buste non dovrebbe garantire sorprese: l'unica richiesta giunta è stata protocollata un'ora prima della scadenza della gara. E non si esclude che possa essere la proroga di cui parlava lo stesso Sica.
E se dovesse realizzarsi l'ennesimo flop per Terme di Stabia? I problemi per l'amministrazione Cimmino e il commissario Sica sarebbero enormi. I creditori potrebbero partire all'assalto chiedendo un'istanza di fallimento che di fatto segnerebbe il crac della Sint e la perdita del complesso del Solaro, delle Nuove Terme, del parco idropinico e dell'albergo. Con la vendita dei beni non strategici per il rilancio del termalismo il Comune sperava di incassare quantomeno 800mila euro (il costo complessivo dei beni era di 1 milione e 200mila euro) per saldare parte del debito con Bnl che aveva già chiesto l'esproprio dei beni. Allo stesso tempo si potevano tranquillizzare i creditori che potrebbero inevitabilmente chiedere i pagamenti alla Sint. Il tutto mentre si attende anche lo studio di fattibilità della società francese che aveva manifestato interesse per le Nuove Terme nelle quali intendeva realizzare un resort di lusso.
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