La sentenza del Tar arrivata ieri ha confermato la legittimità dello scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, causato dalle infiltrazioni della camorra, e mette ora a rischio l'incandidabilità di 14 politici locali per le prossime due tornate elettorali. Se il ricorso presentato dall'ex sindaco fosse stato accolto, il procedimento sarebbe decaduto, invece i giudici hanno respinto il ricorso e confermato le parentele e le frequentazioni con personaggi legati alla criminalità organizzata come uno dei motivi principali della decisione. Tra gli ex amministratori a rischio incandidabilità ci sono l'ex sindaco Gaetano Cimmino, ex assessori e ex consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. La sentenza su questo argomento potrebbe arrivare nel prossimo mese di giugno.
«Una sentenza che non comprendiamo – ha detto Nello Di Nardo, coordinatore cittadino di Forza Italia – Ora è prematuro pronunciarsi nel merito poiché la questione è molto tecnica. Per questo, già da oggi lavoreremo con i nostri legali per capire le motivazioni che hanno spinto il TAR a non accogliere il nostro ricorso. Quindi, subito dopo, valuteremo come proseguire il nostro percorso per dimostrare la nostra estraneità ai rilievi della commissione».
«Non c'è da gioire – ha commentato Tonino Scala, ex consigliere comunale di minoranza - È solo l'ennesima conferma di quello che è accaduto alla mia città. La camorra è entrata nel Palazzo Comunale. Chi ha governato nella migliore delle ipotesi non è stato argine alla criminalità». E sulla questione dell’incandidabilità dice: «Il fatto che solo ora il Tar, a pochi mesi dalla conclusione dei lavori della commissione, si esprima e che non ci siano ancora le incandidabilità, la dice lunga su quello che è diventato il nostro Paese. Rasentiamo il ridicolo anche su temi così delicati come la mafia, le camorre, le infiltrazioni. Unica certezza in questa brutta storia è che bisogna fare tesoro del passato, da qui bisogna ripartire. Mi spiego meglio, coloro i quali hanno prodotto lo scioglimento, direttamente o indirettamente, devono stare lontani non solo dalle liste elettorali. La camorra non vale niente, è il vero cancro di questa terra insieme a chi fa finta di non vedere, nel migliore dei casi, o fa accordi» ha concluso Scala.
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