“Il sottopasso a via Cosenza, di cui la politica stabiese torna a discutere, non è necessario!”. A dirlo è il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Michele Aprea. “La nostra posizione, pertanto, è assolutamente contraria alla realizzazione dello stesso. Teoricamente sarebbe utile una volta ultimato, ma questa utilità non può condannare 20.000 persone all’isolamento per 5 anni (il tempo minimo previsto per i lavori), quindi il progetto così come è stato concepito fino ad oggi è da respingere”. Quindi, per FdI il sottopasso sarebbe utile ma la sua realizzazione porterebbe disagi durante il periodo dei lavori.
La necessità di tale opera è affermata da EAV partendo da due postulati:
1) A completamento del raddoppio della linea per Via Cosenza passerebbero treni con frequenza tale dal far abbassare il passaggio a livello ogni 12 minuti.
2) Il transito dei treni ogni 12 minuti sarebbe intollerabile e renderebbe impossibile la circolazione.
“Anche volendo prendere per buona, forse con immotivato ottimismo, l’ipotesi di EAV, un abbassamento delle sbarre ogni 12-15 minuti sarebbe un disagio per i cittadini del San Marco? Logicamente Si – dice Aprea - Sarebbe un disagio tale, per eliminare il quale varrebbe la pena pagare con 5 anni di isolamento? Ovviamente No. Quindi unico modo per poter pensare di realizzare il sottopasso è completare una serie di opere compensative prima dell’avvio delle opere del sottopasso, che consentirebbero nell’immediato di veicolare altrove il traffico e a sottopasso finito, in combinazione con lo stesso, migliorassero la vivibilità nel quartiere San Marco ed in tutta Castellammare”.
Quali sarebbero queste opere? 1) allargamento dei passaggi sottostanti il raccordo autostradale in Via Einaudi e De Nicola; 2) completamento di Viale della Repubblica (il viadotto costruito sopra il rivo San Marco fino all’immissione in Via Cosenza; 3) la sistemazione di Strada Varano (attualmente interrotta) per consentire un più agevole arrivo dal San Marco, attraverso Varano, al Viale Europa; 4) La sostituzione della ferrovia abbandonata Castellammare-Gragnano con una pista ciclabile, affiancata da un sistema di trasporto pubblico leggero su gomma o su rotaia, come avviene già nella parte civile di questo paese, che nel mentre dei lavori sarebbe utilizzata in maniera carrabile, per dare una via di accesso e di uscita rapida al quartiere.
“Siamo ben consapevoli che mentre alcune di queste opere sono di facile realizzazione, altre necessitano dell’assenso e collaborazione di altri soggetti – conclude Aprea - , ma tornando al presupposto iniziale che si vuole migliorare la qualità della vita dei cittadini stabiesi e non solo spendere denaro pubblico, questo non può e non deve rappresentare un ostacolo”.
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