Ancora una fumata nera dall’incontro in Regione tra Sint e gli ex 35 lavoratori delle fallite Terme di Stabia poi integrati in Sint. Non si è infatti trovato alcun accordo, per cui ora la società procederà all’invio delle lettere di licenziamento.
Si tratta di quei lavoratori che a seguito della sentenza della Corte d’Appello di Napoli furono integrati in Sint quale società che gestiva il patrimonio immobiliare delle terme del solaro. Ma non sono mai riusciti a timbrare il cartellino perché la Sint non aveva in carica nessuna attività operativa. Da lì ne è nato un lungo contenzioso che al momento vede i lavoratori creditori di stipendi arretrati per circa 4milioni di euro. Un contenzioso che, come detto dal liquidare di Sint Vincenzo Sica, «è ancora sub judice. Il risultato giudiziale della Corte di Appello di Napoli potrebbe essere ancora riformato, al pari di quanto avvenuto con sentenza di primo grado che aveva rigettato fermamente – e con condivisibile iter logico giuridico – tutte le istanze dei lavoratori».
Il sindacato dei lavoratori aveva tentato la strada delle assunzioni in Comune per i 35 lavoratori. Ipotesi rigettata dai commissari prefettizi ritenendola non conforme alle norme a cui l’ente deve attenersi in materia di assunzione del personale. Proprio il sindacato, ancora ieri, ha tentato di coinvolgere il Comune nella trattativa invocando la presenza dei commissari all’incontro. Ma è stato tutto vano. Presto quindi partiranno le lettere di licenziamento. A seguire si darà corso al bando per la vendita degli immobili ancora di proprietà di Sint che comprende l’hotel, lo stabilimento delle Nuove Terme, il parco idropinico e villa Ersilia. Un patrimonio stimato di oltre 20milioni di euro che serviranno per ripianare i debiti della dichiarata fallita Sint.
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