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Castellammare - Savorito, Centro Antico e Quartieri, «due anni di silenzi deleteri»

L'ex sindaco Vozza: «Sul Savorito forti perplessità sul progetto. I soldi per il Centro Antico spesi per opere di urbanizzazione e manutenzione straordinaria di alcune strade».

tempo di lettura: 7 min
di sr
24/02/2024 13:16:59

«Savorito, Centro Antico e quartieri, il silenzio e l’ assenza di iniziative di questi ultimi due anni sono stati deleteri». Non usa mezze parole l’ex sindaco Salvatore Vozza e su questi temi critica apertamente le proposte progettuali sul Savorito. Su questi temi ha quindi deciso, insieme ai Democratici e Progressisti, di tenere questa mattina una conferenza stampa dove illustrare le sue idee su “due sfide impegnative e decisive per il rilancio della città, provvedimenti sui quali la Commissione Straordinaria è intervenuta, modificando la programmazione già avviata in precedenza, in base ai fondi assegnati a Castellammare con il Pnrr e il Cis, ovvero oltre 35 mln di € se consideriamo anche le A. Terme; e impegnando, con una scelta forte, ulteriori 13.754.828,02 di euro dal bilancio comunale, per sostenere il programma per Savorito».
«Si tratta di modifiche non di poco conto – spiega Vozza - , sulle quali sarebbe stato giusto che se ne fosse discusso in questi mesi, in primo luogo con le collettività interessate e con le forze sociali. Ad ogni modo è opportuno che si discuta almeno adesso, nel momento in cui sono noti i contenuti dei progetti da mettere a gara, perché inevitabilmente, dalla gestione delle fasi successive, ossia quelle che vanno dagli aspetti sociali al rispetto dei tempi di avvio, sia del cantiere che del collaudo e rendicontazione (Marzo 2026?), ricadranno conseguenze se non anche problemi seri sulle spalle del nuovo Sindaco e del nuovo C. Comunale».

Nuovo Savorito
E’ su questo progetto che Vozza espone le principali sue perplessità. Innanzitutto perché si tratta di un progetto “rimodulato per ben tre volte, e ciò ha determinato intanto ritardi che rischiano di non farci rispettare, a meno di proroghe, le scadenza previste”, e soprattutto sulla scelta di “rimodulare il programma in tre lotti, di cui solo il primo disporrebbe delle immediate risorse necessarie per poter procedere all’attuazione”. Ma quello che veramente preoccupa e la mancata risposta alla domanda se  “si stia avviando una gara, una procedura di demolizione dei manufatti, senza aver predisposto alcun accorgimento in ordine alla sistemazione, seppur temporanea, degli attuali occupanti? Si pensa davvero che tale vicenda sia marginale?” sottolinea Vozza. “Su tutto il complesso e delicato compito affidato alla Commissione straordinaria, ci siamo posti sempre con spirito positivo, ma constatare questo aspetto preoccupante di un provvedimento che ci auguriamo sia solo scritto male, ci fa cadere davvero le braccia. Si pensa davvero di affidare i lavori per la demolizione senza aver risolto prima la sistemazione degli attuali occupanti? Quante riserve avanzerà l’impresa assegnataria e quali danni ci chiederà? Queste problematiche sono state segnalate un anno fa e a quanto pare totalmente trascurate!”.
Perplessità anche sul lotto 2 del progetto del nuovo Savorito, la parte in cui si parla di un albergo nella zona Savorito a tutto il ragionamento e le proposte che attengono al mercato e agli edifici o all’edificio di Fondo S,Catello, “il tutto appare davvero campato in aria. Una velleitaria progettazione che appare irrealizzabile e incomprensibile. Si ipotizza, inoltre, se abbiamo ben compreso, anche lo sgombero delle abitazioni di via Fondo San Catello, attualmente occupate, per adibirle ad un centro servizi e altro. Davvero si può ipotizzare questo tipo di intervento, su una parte  entrale della città, seguendo questa procedura e senza chiarire le motivazioni e il disegno che sottendono alle trasformazioni ipotizzate?”
Per Vozza, quindi, si tratta di un progetto su cui è necessario fermarsi a ragionare perché “fallire ancora una volta, sarebbe un’evenienza che verrebbe vissuta come l’ennesima beffa a danno del quartiere, che da anni attende quei necessari e indifferibili interventi di riqualificazione e rigenerazione non solo sotto il profilo edilizio ma anche socio-economico”

Centro Antico
Il punto da cui parte la riflessione di Vozza è che tutta la zona dell’acqua della Madonna e dello stesso Centro Antico da alcuni anni sta dando forti segnali di ripresa sul fronte del rilancio turistico. E questo grazie soprattutto alle iniziative private legate alla nautica, alla ristorazione e all’accoglienza. Con la chiusura della Nuove Terme ed i fondi che si spenderanno per riaprire quelle Antiche ci si aspetta un ulteriore rilancio dell’intera zona.
“E’ una vicenda questa, attraverso un’analisi elementare quanto seria e severa, che c’impone la necessità di ricostruire il Centro Antico – dice Vozza - Infatti, se vogliamo delineare un futuro possibile per Castellammare, non possiamo che ripartire anche da questo luogo”. Ma per farlo bisogna affrontare “l’urgente necessità di mettere in sicurezza gli edifici” ma ”oggi dobbiamo registrare il fatto che il Centro Antico non è compreso nel progetto che è stato messo in gara. Per realizzare gli interventi di messa in sicurezza del quartiere è stato necessario richiedere ulteriori risorse”. Senza dimenticare il progetto del ribaltamento a mare di Fincantieri e conseguentemente delle aree e degli spazi portuali, che “reclamano l’attivazione e l’utilizzo di strumenti come il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo Vesuvio-Pompei- Napoli) e della stessa Zes (Zona Economica Speciale). Tutto ciò può rappresentare una opportunità per pensare a un progetto che ridia il mare e le terme alla nostra “Città Antica””.
Con il CIS (contratto istituzionale di sviluppo) sono stati assegnati 7,7 milioni di euro per interventi nel Centro Antico di Castellammare.  Il tema fondamentale alla base dell’intervento consisteva nella realizzazione di opere infrastrutturali e in azioni sul patrimonio edilizio privato, attraverso l’abbattimento degli edifici fatiscenti e la delocalizzazione dal Centro Antico, delle volumetrie non più realizzabili, per consentire e favorire sull’area di posature, acquisite gratuitamente al pubblico, per la realizzazione di spazi aggregativi e nel contempo incentivare attività artigianali, dell'accoglienza e della ristorazione. “I fondi – spiega Vozza - sono stati invece impegnati su opere di urbanizzazione e manutenzione straordinaria di alcune strade, rinviando l’aspetto importante mirato anche alla salvaguardia della pubblica incolumità. Nessuno certo può pensare che di strade, di fogne, illuminazione, di piazze non ne avesse bisogno, o che tali interventi non siano altrettanto necessari, tutt’altro; ma questi interventi andavano attuati e previsti ricorrendo alla programmazione ordinaria, o con progetti su cui attivare nuove e aggiuntive risorse”.
“Oggi però polemizzare su questo serve a poco – precisa l’ex sindaco - La sfida, per le ragioni che abbiamo richiamato, riguarda la capacità di legare e coordinare le risorse disponibili in un programma per la rinascita del Centro Antico, basato su un “Accordo per la sicurezza e la valorizzazione delle nostre acque e delle proprietà pubbliche”, sulle trasformazioni che investiranno Fincantieri e la Corderia, le A. Terme e la stazione, sulla riorganizzazione delle aree portuali, sugli scavi archeologici, sulla risorsa Faito”.

LA CITTA’ è i suoi quartieri
Queste due realtà, Savorito e Centro Antico, ci riportano anche al tema delle condizioni complessive dei nostri quartieri – conclude Vozza - . L’intero programma PINQuA andava e va visto come occasione per riqualificare e potenziare, la dotazione di edilizia residenziale pubblica, a partire dal patrimonio dell’ex IACP, oggi ACER, sia quella localizzata nelle stesse aree del Savorito, che quella più vicino alla linea di costa, quale il C.M.I, che infine quelle del Rione San Marco e di Scanzano. Dobbiamo reagire e passare, dalla descrizione delle difficoltà, dei disagi esistenti, delle aree di marginalità che si ampliano; ad un’azione decisa, ad una progettazione puntuale per affrontare questi temi e fornire  soluzioni”.

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